RuralWeb, quando il marketing diventa rurale

di Stefano Pierini

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L'innovazione dell'ICT sta raggiungendo anche settori tradizionali come quello agricolo non solo sull'e-commerce ma anche in nuovi metodi di relazione e fidelizzazione del cliente.

In tempo di crisi quale siamo in questo momento dove non solo l’operaio fa fatica a quadrare il bilancio ma anche il piccolo risparmiatore, il pensionato con un susseguirsi di notizie che fanno star in ansia per il prossimo futuro, c’è una piccola nicchia di imprenditori che credono nell’innovazione e soprattutto nei nuovi strumenti dell’ICT. La novità è il settore ove sta nascendo questa nuova modalità di fare impresa e marketing: il rurale.

Sicuramente se pur lento,un piccolo ricambio generazionale è in atto; d’altronde  con i tassi di natalità italiani, tutti al di sotto della fatidica soglia di 2,1 figli per donna che è il minimo per un equilibrio di convivenza sociale, non si può sperare nei grandi numeri.

In questa innovazione il settore primario ha voglia di investire nell’e-commerce, nella partecipazione alle reti del web 2.0 di territori accomunati dalle prelibatezze delle produzioni alimentari tipiche (ad es. le reti delle “Città del vino”, “Citta del pane”, “Città del miele”, ecc..), nella diretta partecipazione sui social network (essenzialmente su Facebook).

Imprese che sempre più si dovranno caratterizzare per offrire servizi al consumatore (vendita diretta, mercatini, fiere) e ai cittadini (fattorie sociali, fattorie didattiche, agriasili, ecc..) e in ciò la potenzialità dell’avere un sito, del frequentare forum, di scrivere su un blog diventa uno strumento di gestione di impresa.

In questa logica di creatività un pioniere del web agro-rurale è sicuramente chi ha progettato e organizzato il sito leverduredelmioorto.it. Nato nel 2009 per iniziativa dell’azienda agricola Giacomo Ferraris, gestita da 3 fratelli, risicoltori nel Vercellese e questi ultimi anni sono stati molto difficili per il settore per il continuo abbassarsi dei prezzi  che hanno compreso come il valore di una sana alimentazione poteva dare lo stimolo ad innovarsi anche nelle modalità di acquisto del consumatore consapevole.

Ecco allora una parziale trasformazione dell’azienda con l’introduzione della coltivazione degli ortaggi. Ma ortaggi che i singoli cittadini possono programmare, scegliere, ordinare, attraverso l’adozione a distanza di vari appezzamenti dell’azienda . Iscrivendosi al sito, si decide su quanta superficie si vuol affittare (sono piccoli appezzamenti necessari per il fabbisogno di 1-2 persone o al massimo più di 5 ) e in base alla dimensione si può subito sapere quale sarà il costo a settimana della verdura che verrà consegnata ed è previsto, dopo una “cassetta di prova”, un abbonamento annuo.

Il sito è corredato anche di ricette, di notizie relative al benessere indotto dai vari prodotti  (ci sono 39 tipi di verdure) e le modalità delle consegne settimanali escluso nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Il sito , creato in famiglia, consente, con vari step di costruire il proprio orto, arredandolo anche di aiuole con fiori. La visita in azienda è consentita nei wek end ma dal web si può seguire la crescita del proprio orticello. Al momento gli interland di Milano, Torino, Vercelli, Biella, Novara e Casale sono le aree servite e recentemente anche la provincia di Roma Dal 2010 anche piccoli appezzamenti di risaia possono essere “adottati” e arriverà a casa , con carta riciclata e viaggiando su auto a metano, il packaging personalizzato.

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