Agenda digitale, Brunetta risponde all’appello

di Lorenzo Gennari

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Renato Brunetta risponde all'appello "Diamo all?Italia una strategia digitale", pubblicato nei giorni scorsi, con un intervento sulla homepage del quotidiano online della Free Foundation.

Il ministro per l’Innovazione e la PA, Renato Brunetta dice la sua sull’Agenda Digitale, utilizzando le pagine del quotidiano online della Free Foundation, Free News Online, nato nel 2000 proprio per sua iniziativa. Una reazione che segue quella del ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani.

Il fatto: il 31 gennaio, un gruppo di cittadini, imprenditori, manager, studiosi e professionisti, organizzati attraverso il sito agendadigitale.org, ha pubblicato (autotassandosi), sul Corriere della Sera, un appello a tutte le istituzioni perché si occupino, in modo concreto, dell’innovazione del Paese, a 360 gradi.

Nello specifico, i firmatari chiedono che il Paese venga dotato di un’Agenda Digitale entro i prossimi 100 giorni, che affronti tematiche come il diritto d’autore, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la libertà di manifestazione del pensiero online, gli incentivi all’innovazione, lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione.

Per Brunetta, l’appello rappresenta «un fatto molto positivo, che testimonia la volontà, e allo stesso tempo la necessità, di una collaborazione tra tutti coloro che hanno a cuore l’innovazione nel nostro Paese. Il riferimento temporale ai prossimi 100 giorni – prosegue il ministro nella sua risposta – sottolinea inoltre la necessità di uno sforzo caratterizzato dalla rapidità e dalla straordinarietà dell’intervento».

«Posso assicurare – puntualizza Brunetta – che il mio impegno e quello delle strutture (Dipartimento Funzione Pubblica e Dipartimento Digitalizzazione e innovazione tecnologica, Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, Formez, DigitPA, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione e ARAN) si è profuso da subito con la velocità di un centometrista, pur sapendo che la corsa della riforma della PA e della sua modernizzazione richiede una sforzo da maratoneti».

Il ministro chiude quindi il suo intervento con un elenco delle principali linea d’azione del suo operato e con una serie di collegamenti alla pagine web che danno conto dei risultati conseguiti e dei cronogrammi delle singole iniziative in corso di realizzazione.


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