Inpdap, la banca dati informatica antifrode

di Lorenzo Gennari

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L'istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica ha dato il via alla costruzione di una banca dati dove far confluire le informazioni relative ai casi di frode accertati

Riscuotere indebitamente una prestazione pensionistica o presentare una dichiarazione mendace diventerà più difficile per i dipendenti che fanno capo all’Inpdap, l’ente di previdenza del pubblico impiego.

L’istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica ha infatti attivato, nel quadro delle iniziative contro la corruzione che le istituzioni pubbliche stanno perseguendo, una banca dati informatica antifrode nella quale confluiscono le informazioni relative ai casi di frode accertati o in corso di accertamento su tutto il territorio nazionale.

È un’iniziativa, spiega l’istituto, varata su impulso del Presidente, Paolo Crescimbeni, e che «si colloca sulla stessa lunghezza d’onda della riforma portata avanti dal Ministro per la PA e l’Innovazione Renato Brunetta in materia di integrità e trasparenza dell’azione amministrativa.

L’Inpdad parla di un «processo virtuoso che costituisce, inoltre, un primo passo verso l’interconnessione con le analoghe banche dati che le altre amministrazioni pubbliche possono realizzare e mettere in comune».

«In questo modo potrà essere sviluppato, nel rispetto delle regole sulla privacy, un sistema sinergico per offrire agli operatori pubblici sensori immediati e integrati di situazioni a rischio per le immediate misure di intervento, rendendo sempre più difficili le azioni fraudolente verso l’intera Pubblica amministrazione».

Dopo il servizio di “estratto conto online“, in fase di sperimentazione in Umbria, l’Istituto si affida nuovamente ad Internet, questa volta per far fronte agli episodi di frode nei confronti della Pubblica Amministrazione.

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