Vola l’e-Procurement della PA italiana

di Lorenzo Gennari

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L'approvvigionamento elettronico della Pubblica Amministrazione italiana ha visto aumentare notevolmente il volume degli scambi di beni tra il 2007 e il 2008. Superata la quota dei 3 miliardi di euro

Il volume degli scambi gestito tramite l’eProcurement nella Pubblica amministrazione italiana si è triplicato raggiungendo il valore di 3 miliardi e 220 milioni di euro.

A fornire questi dati è stato l’Osservatorio eProcurement nella Pubblica Amministrazione della School of Management del Politecnico di Milano, che ha fotografato il periodo tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, svolgendo un’analisi su circa 110 Enti pubblici e su oltre 50 casi di studio presso i provider pubblici e privati di soluzioni di eProcurement rivolte alla Pubblica Amministrazione.

A partire dal 2004, in cui il totale transato tramite tool di eProcurement da Enti pubblici italiani era ancora marginale, l’eProcurement nella Pubblica Amministrazione si presenta oggi a oltre 3 miliardi di euro, pari a circa il 2,5% del totale di beni e servizi acquistati dalla PA del nostro Paese.

«Come rilevato già negli anni precedenti – ha commentato Andrea Rangone, responsabile scientifico dell’Osservatorio – la maggior parte di questo valore (circa i tre quarti) è relativo a volumi negoziati con tool di Gare e Aste online (+211% rispetto al 2007), mentre la parte restante è intercettata dagli altri strumenti elettronici a disposizione della PA italiana, quali i Mercati elettronici, i Cataloghi di vendita di Operatori privati e i Negozi online a supporto delle Convenzioni».

«In questo scenario, un ruolo chiave è svolto da Consip, che da sola raggiunge quasi il 50% del transato complessivo. In forte crescita anche il transato gestito da alcune Centrali di Acquisto regionali, Intercent-ER in particolare», ha concluso Rangone.

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