Servizi digitali avanzati per Punti e Centri di accesso pubblici siciliani

di Marina Mancini

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Capsda è il progetto che realizzerà punti e centri di accesso nella Pubblica Amministrazione siciliana per ridurre il digital divide tra Nord e Sud d'Italia

Selezionava Enti Pubblici e Privati presso cui realizzare i Punti ed i Centri di Accesso Pubblico ai Servizi Digitali Avanzati (Intervento Capsda) il bando pubblico scaduto il 20 agosto scorso.

Con il bando, pubblicato sulla Gurs n.25 del 20 giugno 2008, parte II, la
Regione Siciliana intende avviare una serie di attività orientate alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione e alla diffusione delle nuove tecnologie e delle conoscenze informatiche fra la società civile regionale.

L’intervento è denominato “Capsda – Centri di accesso pubblico ai servizi digitali avanzati“, è previsto dall’Accordo di Programma Quadro in materia di “Società dell’Informazione nella Regione Siciliana“, stipulato il 7 marzo 2005 tra la Regione Siciliana e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, il Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie (DIT) e il
Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (Cnipa).

Tra gli obiettivi del progetto CAPSDA la costituzione sul territorio siciliano di postazioni di accesso ai servizi online della PA Regionale in modo tale da garantire, a breve, la massima copertura territoriale dei servizi digitali avanzati e lo sviluppo della “Società dell’Informazione nella
Regione Siciliana” oltre alla conseguente riduzione del digital divide fra il Nord e il Sud del nostro Paese.

Due le tipologie di luoghi pubblici di accesso, denominati Centri di Accesso e Punti di Accesso, differenti tra loro per infrastrutture hardware e software disponibili, servizi offerti e target di utenti.

I Centri di accesso possono essere collocati sia presso Enti Pubblici che presso Enti Privati, come associazioni di categoria, consorzi industriali, ecc., mentre i Punti di accesso possono essere dislocati presso spazi di Enti Pubblici o in spazi ed uffici privati ad alta frequentazione. I soggetti ospitanti garantiranno all’amministrazione regionale garanzie di accessibilità, visibilità al pubblico e manutenzione e cura delle postazioni.