San Giorgio a Cremano sperimenta il timbro digitale

di Lorenzo Gennari

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San Giorgio a Cremano sarà la città pilota del progetto ?timbro digitale? del Ministero della Funzione Pubblica, per la richiesta di certificati anagrafici del Comune presso gli uffici postali

L?accordo firmato ieri mattina a Villa Bruno dal sindaco di San Giorgio a Cremano e da Salvatore Luongo, manager di Poste Italiane, ha dato il via al progetto “Timbro Digitale“.

In poche settimane i cittadini sangiorgesi potranno richiedere certificati ufficiali di competenza del Comune, con tanto di timbro, negli uffici postali (anche in quelli dei comuni limitrofi).

San Giorgio è stata scelta come città pilota in tutta Italia per questo progetto, che potrebbe essere allargato sul territorio nazionale nel giro di pochi mesi. Alla base della sperimentazione c’è la disponibilità della Carta Nazionale dei Servizi, consegnata a tutti i capifamiglia del comune campano già alcuni anni fa.

La prassi per ottenere un certificato di nascita, uno stato di famiglia o una dichiarazione di inizio attività commerciale, per chi abbia difficoltà a recarsi presso gli uffici comunali sarà quella di richiedere all’addetto allo sportello di un qualunque ufficio postale il documento che serve e far passare in un lettore di smart card la propria carta nazionale dei servizi.

Il certificato, grazie a questa procedura, verrà prodotto nel giro di pochi minuti, con tanto di sigillo elettronico che garantirà il pieno valore legale dell’atto. Se il progetto avrà successo, si amplierà l’orizzonte geografico e sarà possibile ottenere i certificati, ad esempio, anche negli uffici postali di Sondrio o Cagliari.

Per ora si tratta solo di un ampliamento delle possibilità (uffici comunali più uffici postali) per il cittadino, ma in futuro si punterà alla diffusione del servizio tramite Internet, sempre con l’ausilio di un lettore di smart card e della Carta Nazionale dei Servizi, in modo da poter effettuare tutte le richieste comodamente da casa.

Le Poste contano inoltre di stipulare accordi anche con altri enti pubblici. come le Asl o l’Agenzia delle Entrate, per allargare il raggio d’azione della sperimentazione.