Wikileaks, ecco il clone europeo

di Lorenzo Gennari

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Si chiama BrusselsLeaks ed è la versione Ue di Wikileaks. Promette di mettere a nudo le istituzione del vecchio continente, ma ha la pretesa di fare informazione corretta ed affidabile al 100 per cento

Dopo OpenLeaks.org, ora è la volta di BrusselsLeaks.com, la versione “europea” di Wikileaks. Per il momento, online c’è solo una semplice pagina Internet in lingua inglese, creata da giornalisti, esperti di comunicazione e di istituzioni Ue, tutti rigorosamente anonimi.

La piattaforma utilizzata è quella di WordPress, scelta che lascia presagire una gestione degli aggiornamenti sul modello di un blog con i commenti disabilitati e che nulla ha a che vedere con la filosofia wiki (anche Wikileaks, man mano ha perso questa caratteristica).

Lo slogan che compare sulla prima pagina del sito è “Unmasking the decision-making process” ovvero “Smascherare il processo decisionale” e la promessa per la futura attività è «Rendere più trasparente le decisioni prese dietro le porte chiuse della Commissione, del Consiglio e dell’Europarlamento». I creatori del sito assicurano di non lavorare per alcuna testata giornalistica sebbene lo abbiano fatto in passato ed è per questo che dicono di conoscere bene Bruxelles e tutti i palazzi del potere dell’Ue.

Nella home page del sito appare solo un estratto della voce di Wikipedia sull’Unione europea a Bruxelles insieme ad un appello: «Se lavorate per una corporazione, un’agenzia di consulenza, un’istituzione o una Ong e volete diffondere qualche informazione in un modo completamente sicuro e anonimo, contattateci».

Nella colonna di destra, il sito ospita gli aggiornamenti via Twitter degli autori del sito, attraverso i quali si scopre che lo staff di BrusselsLeaks è in contatto, tramite la piattaforma di microblogging, con quello di OpenLeaks, formato dai fuoriusciti dal progetto di Julian Assange. Tale collegamento potrebbe far supporre che anche in questo ennesimo emulo del sito che ha fatto tremare la diplomazia mondiale, ci siano alcune persone che avevano fatto parte, in passato, del gruppo di Wikileaks.

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