Sciopero nazionale 10 e 11 ottobre: orari, settori interessati e trasporti garantiti

di Barbara Weisz

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Sciopero nazionale di 24 ore lunedì 11 ottobre per trasporti, scuola, uffici pubblici, treni fermi dalle 21 di domenica: orari di garanzia e motivazioni.

Trasporti (treni, aerei, autobus, metro, aerei), Scuola e uffici pubblici: lunedì 11 ottobre sono previsti disagi in diversi settori a causa dello sciopero nazionale indetto dai Cobas, sindacati di base, per protesta contro il PNRR (il Recovery Plan italiano), ritenuto troppo restrittivo. L’agitazione dura 24 ore:

  • Trenitalia si ferma dalle 21:00 di domenica 10 ottobre fino alla stessa ora del giorno successivo (qui la lista dei treni garantiti);
  • Trenord ha reso noto che domenica 10 ottobre viaggeranno i treni con partenza entro le ore 21 e arrivo entro le ore 22, sulla rete FerrovieNord potranno verificarsi ripercussioni fino alle 24 del giorno 11 per uno sciopero concomitante, sono poi garantite le corse dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 (qui la lista dei servizi garantiti);
  • Italo ha pubblicato la lista dei treni garantiti (il 50% circa);
  • Cotral incrocia le braccia dalle 8.30 alle 17.00 e dalle 20.00 a fine servizio;
  • nei Comuni, i mezzi pubblici si astengono dal lavoro con differenti fasce di garanzia (es.: a Roma da inizio servizio alle 8.30 e dalle 17.00 alle 20.00; a Milano da inizio servizio alle 8.45 e dalle 15 alle 18; a Napoli fino alle 8.30 e dalle 17.00 alle 20.0o);
  • uffici e scuole sono interessati dallo sciopero per l’intera giornata di lunedì 11 ottobre.

E’ necessario consultare il portale del vettore dei trasporti per controllare la situazione: sui rispettivi siti ci sono le indicazioni su orari dello sciopero e mezzi coinvolti. In alcuni casi sono fornite le statistiche sull’adesione a precedenti scioperi Cobas per farsi un’idea dei disagi previsti.

Fra le richieste dei Cobas: riduzione del tempo di lavoro a parità di salario; salario minimo garantito; abolizione Jobs Act e Riforma Fornero, parità salariale per le donne, blocco licenziamenti, stipendio anche senza Green Pass, reddito universale anche ai migranti, rilancio dello Stato sociale, investimenti nei trasporti, nella sanità e nella scuola, nuove assunzioni.