Chi ha paura dell’hacker?

di Chiara Basciano

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Non esistono solo hacker cattivi: conoscere il mondo degli scopritori di falle per proteggere l’azienda.

Appena si pronuncia il nome hacker si teme il peggio, si immaginano cybercriminali intenti a rubare informazioni preziose o a buttare giù siti, con ingenti danni alle aziende, alla loro reputazione e ai loro sistemi informatici. Ma non tutti gli hacker vengono per nuocere.

Bisogna infatti fare una distinzione tra quelli che agiscono con intenti illegali per un guadagno personale e quelli che si muovono in un contesto legale e, anzi, sono di grande aiuto alle aziende.

Quelli che si potrebbero definire come hacker buoni hanno proprio il compito di individuare eventuali falle nel sistema, in modo da prevenire attacchi da parte dei loro colleghi oscuri.

Avere a disposizione un hacker permette di monitorare la situazione costantemente.

L’hacker aziendale può essere interno all’azienda, nel caso di sistemi molto grandi e complessi, o essere un consulente esterno che faccia i dovuti controlli a cadenze fisse o in vista di qualche problema particolare.

Il suo contributo permette di migliorare l’offerta dei fornitori perché indica come correggere eventuali difetti nella sicurezza digitale.

Per questo è un valido aiuto per combattere chi agisce nell’ombra.