Marketing virale

di Serena Frattini

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Effetto domino, ecco cosa si può ottenere da una campagna virale

Diffondere un prodotto tramite la rete ha un costo che varia da i 30 mila ai 150 mila euro circa. Questo risparmio è dovuto alla quasi assenza di pianificazione – che in tv, carta e radio, invece richiede molta energia – in quanto la diffusione a macchia d’olio, e capillare, la svolgono gli stessi utenti e gratuitamente.

Una volta effettuato il video, che spesso dà l’idea del fai-da-te (tecnica molto apprezzata in rete), si prosegue a caricarlo sui vari siti; anche questo processo avviene per lo più gratuitamente, escluso in pochi casi come il sito www.bastardidentro.it, che invece chiede qualche contributo.

Un team si occupa di caricare il video nei server più importanti e conosciuti, contattare i bloggers, attivando forum e discussioni, è un po’ come se si accendesse la miccia di una bomba. Il resto sarà fatto dagli utenti. A questo punto tramite una tecnologia avanzata, Baltimore, è possibile monitorare attentamente, e in maniera piuttosto dettagliata, l’andamento della campagna virale.

In tempo reale si possono verificare il numero di utenti che hanno scaricato il video, di dove sono, e i relativi commenti lasciati. Questo metodo permette di monitorare i feedback in maniera molto concreta e certa rispetto ai dati relativi a campagne tv o radiofoniche per esempio. La vera svolta è il fatto che a far girare il video sono gli utenti a cui questo è destinato. Come sottolinea Cesare Fracca, fondatore di Fabbricavirali, società specializzata in campagne web, «molto si deve al cosiddetto bored at work network., l’enorme schiera di lavoratori di lavoratori d’ufficio annoiati, che dedicano buona parte della giornata a condividere».

Il passaparola che si innesca nel ciclo di vita di una campagna virale può avere un potere davvero incredibile se si conosce bene il marketing virale e le sue applicazioni.

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