Competenze e responsabilità per la figura del manager del no profit

di Rosaria Di Prata

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Nel terzo settore, il manager è una guida che coopera anche con figure specializzate, per permettere di perseguire i valori etici perseguiti.

La figura del manager del terzo settore è oggi una guida che coopera anche con figure specializzate all’interno dell’organizzazione, per  permettere l’espressione migliore dei valori etici perseguiti

La gestione strategica di una organizzazione no profit attiene a linee ben precise per quanto riguarda la pianificazione e la realizzazione delle attività. Il ruolo del manager è fondamentale, come in ogni altra impresa, al fine di gestire, coordinare, organizzare e sviluppare i servizi erogati. Per esplicare al meglio la funzione del manager, occorre sottolineare il ruolo di una ONP, in quanto si prefigge come obiettivo fondamentale il perseguimento di valori e questo accresce il ruolo principale che deve identificarsi in una strategia che si sdoppia tra l’etica e la solidarietà, apportando una qualità migliore della vita nel settore operante.

La scelta di occuparsi del settore del no profit pone la necessità di aver preso tale decisione considerando validi e concreti gli obiettivi che l’organizzazione persegue sentendoli parte del proprio stile di vita. In questo caso il manager per ottenere dei risultati definisce sempre in maniera accurata gli obiettivi nel programma operativo, gestendo di pari passo il bilancio fiscale. La pianificazione è un momento importante perché è la fase che garantisce all’associazione vita futura anche in previsione della presentazione di progetti per l’ottenimento di fondi.

La figura del manager è il punto di riferimento, in fase iniziale, per avviare a un attività concreta l’associazione e, successivamente, raprresenta la persona di contatto per poter presentare idee che possano rendere la struttura sempre attiva nel perseguimento dei suoi obiettivi. L’attivazione di alcune linee di finanziamento deve essere seguita anche dall’esperto di fundraising che ha invece una competenza finanziaria specifica. Si comprende quanto sia necessaria la cooperazione tra il manager e gli esperti di fundraising, marketing, comunicazione per riuscire a gestire in maniera appropriata tutti i canali e renderli operanti al fine di perseguire gli obiettivi dell’organizzazione no profit.

È un ruolo, quello del manager, che si valorizza attraverso la collaborazione con altre figure e garantisce la coordinazione e gestione dell’intero apparato. È il riferimento per la gestione delle risorse umane: per questo motivo si assume il ruolo di promuovere lo sviluppo dei gruppi di lavoro motivandoli a un attività che possa essere sempre fruttuosa per il perseguimento degli obiettivi fissati. La capacità di ascolto è una peculiarità perché, oltre a dover essere un ottimo comunicatore, dev’essere in grado anche di gestire i rapporti interpersonali attuando le adeguate tecniche per la risoluzione di eventuali problemi.

Il percorso formativo, oltre alle necessarie competenze e conoscenze nel settore economico, presuppone un esperienza che si assume gradualmente quando si gestisce un’organzizazione no profit, verficando “sul campo” le tecniche che meglio possono rispondere a determinate urgenze. Come accade nella gestione di qualsasi organizzazione, il manager deve fare del suo lavoro un obiettivo costante che lo motivi anche a realizzarsi verso una figura professionale in continua crescita.

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