Opendata nelle regioni: dopo il Piemonte, il Veneto

di Andrea Boscaro

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Il Veneto adotta una legge che impone la trasparenza di tutti i dati regionali: gli opendata significano non solo trasparenza ma anche efficienza.

Dopo la regione Piemonte, è il turno della regione Veneto: il Consiglio Regionale ha infatti approvato la delibera e per cui tutti i dati – statistici, demografici, economici – della regione dovranno essere resi pubblici, accessibili e interrogabili da applicazioni sviluppate per renderli più fruibili da parte dei cittadini.

Sarà così per tutte le amministrazioni secondo quanto auspicato dal Ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, seguendo una linea che ha già portato Paesi come la Francia e gli Stati Uniti a progetti molto avanzati.

Quel che conta dire è che questo è un tema non solo legato alla trasparenza della politica e dell’amministrazione, cosa certamente vera e che permetterà di affrontare temi importanti di efficienza e chiarezza delle attività della PA, che però non spiegherebbe il rilievo che assume nella visione dell’Unione Europea. Secondo il rapporto Vinkey infatti gli opendata possono generare un impatto in termini di crescita pari a 40 miliardi di euro.

Tale valore è il risultato del volume d’affari, diretto e indiretto, di iniziative economiche ed imprenditoriali che faranno leva su tale apparato documentale e sulle serie storiche che include per fornire al mercato informazioni rilevanti tanto di carattere statistico quanto di carattere previsionale. E’ come se accedere a questo repository di informazioni ci permettesse di prendere decisioni – politiche, sociali, di business – più appropriate e ponderate, con tutto ciò che ne consegue in termini di efficienza. Chi si occupa di digitale, sa l’importanza delle informazioni che la web analytics riveste per la misurazione delle metriche di performance e il processo di decision making a livello marketing e prodotto.

Non stupisce pertanto che nascano iniziative in cui gli sviluppatori predispongano applicazioni che consentano agli utenti finali di accedere a forme di rappresentazione più accessibili e utili ai fini dell’interpretazione dei fenomeni e della loro previsione.

E’ il caso della Apps4Italy, sicuramente la prima di altre iniziative che in altri Paesi hanno preso piede anche sotto l’egida governativa come dichiarato dal responsabile dell’Innovazione del Governo francese alla recente edizione di LeWeb, una delle più importanti manifestazioni fieristiche del settore in Europa. E’ un tema tutt’altro che limitato al puro ambito della politica o forse il contrario: un tema in cui il digitale diventa politica, a beneficio di tutta la società.