Ilva, possibile utilizzo fondi Ue

di Massimiliano Santoro

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Ilva: il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, prospetta l'uso di risorse dal Fondo sociale per far ripartire lo stabilimento.

Una mano alla risoluzione del caso Ilva potrebbe arrivare da Bruxelles. Infatti, il vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’Industria, Antonio Tajani, nel corso di un’audizione alla Commissione Petizioni ha spiegato che l’azienda ha la possibilità di accedere ai finanziamenti del Fondo sociale ed anche ai fondi della Banca europea per gli Investimenti sottolineando che il 25 ottobre rappresenta la data entro la quale l’Italia dovrà dare alla Commissione una risposta sulle misure adottate ed una copia della nuova Aia redatta dalla commissione ministeriale.

Intanto, mentre l’azienda effettua un nuovo ricorso contro la decisione del gip di Taranto circa la non accettazione del piano di interventi ambientali immediati proposto dall’azienda e pari a 400 milioni di euro, la scorsa settimana il Senato ha approvato il decreto legge denominato “Disposizioni urgenti per il risanamento ambientale e la riqualificazione del territorio della città di Taranto”.

Nel decreto approvato dall’aula di Palazzo Madama si prevede, tra l’altro, la nomina di un commissario straordinario per l’acciaieria su territorio pugliese, che resterà in carica un anno e non percepirà alcuni compenso, così come lo stanziamento di 110 milioni di euro per le bonifiche, di 30 milioni per il rilancio degli investimenti produttivi, di 20 milioni per la difesa del suolo ed il disinquinamento e di 187 milioni per gli interventi portuali nonché il riconoscimento di Taranto quale ‘area in situazione di crisi industriale complessa’ il che permetterà l’accesso ai programmi di reindustrializzazione descritti nel decreto governativo sulla crescita varato lo scorso 22 giugno.