Stress da viaggi? Arriva il Travel Stress Index

di Chiara Basciano

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Un nuovo strumento, sviluppato da Carlson Wagonlit Travel, quantifica l?impatto finanziario dello stress accumulato nei viaggi di lavoro.

Che impatto ha sulla produttività lo stress accumulato durante una trasferta di lavoro? A svelare l’arcano ecco un nuovo strumento, il Travel Stress Index, messo a disposizione da Carlson Wagonlit Travel per poter quantificare l’impatto finanziario dello stress accumulato nel corso del viaggio. Perché se è vero il fatto che lo stress non può essere ridotto al di là di un certo limite, lo è altrettanto che si possano adottare misure per migliorare in modo significativo il benessere del viaggiatore e, così facendo, aumentarne la produttività durante il viaggio.

Tre principalmente le aree evidenziate come quelle responsabili del maggior accumulo di stress: il tempo perso, in cui cioè è impossibile lavorare, le sorprese non gradite, come per esempio può essere lo smarrimento dei bagagli, e la rottura della routine, che impedisce ai viaggiatori di conservare le proprie abitudini. «Possiamo agire, in media, sul 32% del tempo e della produttività persi – è il commento di Vincent Lebunetel, responsabile EMEA di CWT Solutions Group, che prosegue – Identificando quali fattori di stress causano il maggior disagio a un particolare segmento di viaggiatori, possiamo suggerire soluzioni per migliorare l’esperienza di viaggio: per esempio, raccomandare l’utilizzo di uno specifico vettore basandosi sulle sue performance di puntualità o di perdita dei bagagli».

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Il Travel Stress Index può aiutare a tenere sotto controllo i livelli di stress generati complessivamente dai viaggi dell’azienda, ma anche a evidenziare i costi nascosti del business travel e a migliorare la sicurezza dei dipendenti. E se il potenziale tempo perso dei collaboratori di un’azienda che effettui in media 5.000 viaggi ogni anno può essere quantificato all’incirca in 3,3 milioni di dollari; di questi, 1,1 milioni potrebbero essere risparmiati grazie a una maggior produttività da parte del viaggiatore.

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Come ricorda Lebunetel: «Con policy che tengano conto di preferenze, bisogni e reazioni delle persone alle diverse fonti di stress, le aziende possono aiutare i propri dipendenti a focalizzarsi sullo scopo fondamentale del viaggio, che è quello di fare business».