I nomi dello Smart Working Awards 2013

di Chiara Basciano

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Il concorso che promuove la flesibilità e il benessere dei dipendenti

Identificare e promuovere le aziende che propongono modelli di lavoro innovativi, questo è l’obiettivo dello Smart Working Awards. Il concorso è rivolto ad aziende che puntano a proporre un modo di lavorare nuovo, che valorizzi l’autonomia dei dipendenti, consentendo una grande flessibilità sia per quanto riguarda gli spazi fisici che lo stile del lavoro.

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Le aziende che più di altre si sono rivelate meritorie del premio sono state Mars Italia e Tetra Pak, la prima «per il ruolo rilevante che ha avuto nella strategia aziendale il progetto di introduzione di un modello di Smart Working attraverso l’adozione di modalità di lavoro flessibili in termini di luogo e orario e la riprogettazione degli spazi fisici per favorire una comunicazione e collaborazione più efficace, migliorare il clima aziendale e il benessere dei dipendenti»; la seconda per «per l’approccio strategico e integrato utilizzato nelle iniziative di riprogettazione delle modalità di lavoro e degli spazi fisici che, insieme all’utilizzo di adeguati strumenti ICT e all’adozione di nuovi stili di leadership, hanno permesso all’azienda di ottenere concreti benefici tra cui la maggiore capacità di attrarre e conservare talenti, una migliore ottimizzazione nella gestione degli spazi e il miglioramento della produttività e del work-life balance dei dipendenti».

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Il concorso è organizzato dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano , che, durante il convegno “Smart Working: la competitività passa da qui!”, ha fatto il punto della situazione sullo Smart Working, rendendo noti nuovi dati: l’utilizzo dello Smart Working e delle soluzioni ICT potrebbe far risparmiare ben 37 miliardi di euro alle imprese italiane. Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working ha affermato a riguardo:«I benefici potenziali dell’adozione di modelli di Smart Working sono troppo importanti per potersi permettere di non sviluppare immediatamente un piano di interventi in grado di migliorare la competitività e la sostenibilità economica delle imprese».