Idea che vale

di Francesca Vinciarelli

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Idee, innovazione e cambiamento, ecco cosa serve sul lavoro.

Per coinvolgere il proprio datore di lavoro nelle proprie idee e farsi ascoltare è importante mostrarsi entusiasti e creativi, anche dopo i no.

Cambiare lo stile di gestione

L’innovazione può riguardare novità in un processo o un in prodotto, che garantisca maggiori benefici alla società. Per questo nel lavoro essere innovativi significa possedere una grande qualità, ed importante che il proprio datore di lavoro se ne accorga, questo perché essere innovativi vuol dire esser in grado di riconoscere le novità e di saperle sfruttare nel modo più efficiente ed efficace.  Essere creativi e innovativi fa allo stesso tempo vivere il proprio lavoro in una maniera differente, si ha sempre, o quasi, la voglia di scoprire, di studiare e di monitorare tutte le informazioni e le novità del proprio ramo lavorativo, per riuscire a renderlo migliore. Un processo che non giova solo al lavoro in sé per sé, ma anche alla propria produttività, serenità e motivazione. Essere innovativi significa anche dare sempre meglio, per avere tutte le carte in regola per cercare sempre qualcosa di nuovo e di migliore.

Demotivazione in carriera

Purtroppo può capitare di vivere delle complicanze, che arrivano direttamente dal proprio lavoro, come dei limiti alla propria innovazione. Ciò può comprendere ad esempio la poca libertà o la poca considerazione, per quanto riguarda la possibilità di presentare una propria idea. Ovviamente come base è importante avere la mente orientata sul cambiamento, sulla ricerca di qualcosa di sempre diverso, che sia per necessità o solo per passione, l’innovazione ha bisogno di continue idee e di sperimentazione. Infine è importante, come già detto, non abbattersi mai ed al contrario continuare a provare e coinvolgere con il tempo anche i colleghi e il capo, per far capire le proprie potenzialità e l’importanza della propria idea.

Fonte: Shutterstock

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