Fattura elettronica e flat tax, riforma per i Forfettari

di Redazione PMI.it

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Delega fiscale in Commissione Finanze alla Camera: ipotesi obbligo di fattura elettronica per forfettari, regime transitorio biennale, abolizione acconti.

Si fa sempre più concreta l’estensione dell’obbligo di fattura elettronica per i contribuenti forfettari, mentre di aprono nuove ipotesi di rimodulazione della flat tax: sono i termini del dibattito nell’ambito della delega fiscale al Governo in materia di riforma del Fisco.

Riforma fiscale, i nodi da sciogliere

La discussione in Commissione Finanze alla Camera, dove è in corso la presentazione degli emendamenti, vede un acceso dibattito su questi due punti, anche di natura politica. Oltre alla tassazione dei contribuenti in regime forfetario ed all’applicazione universale della e-fattura B2B, fra le proposte di modifica fiscale c’è anche un’estensione dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.

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Un altro punto su cui sembra esserci l’accordo è il cashback fiscale, come alternativa alle detrazioni in dichiarazione dei redditi.

Fattura elettronica per i Forfettari

L’obbligo di fattura elettronica anche per i Forfettari, in realtà, è da tempo al centro del dibattito politico, l’Italia ha anche già chiesto, e ottenuto, il necessario via libera della Commissione Ue. Bisogna ora raggiungere un accordo definitivo fra i partiti di maggioranza, nell’ambito del dibattito parlamentare sulla delega fiscale. Il Governo ha presentato nei giorni scorsi proposte di correttivi che ora sono al centro della discussione. Dunque, anche in questo senso, è stato presentato un emendamento che vede l’estensione della e-fattura ai contribuenti che applicano la flat tax.

Rimodulazione flat tax

Altro tema al centro del dibattito è il periodo transitorio al superamento delle condizioni di accesso e permanenza nel regime forfettario, con eventuale applicazione di una flat tax “a tempo” prima di rientrare nel regime ordinario. Si parla di un periodo di due anni. Ed è proprio sulla durata di questo regime transitorio che si accende la polemica, in considerazione del gettito fiscale che verrebbe meno all’estendersi di tale periodo cuscinetto (mentre la legge delega prevede invarianza finanziaria).

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Altri temi caldi

Altro nodo: alcuni partiti richiedono di innalzare il tetto di reddito da 65mila euro a 85mila di imponibile, compensando con un’aliquota maggiorata al 20%. Infine, un ultimo punto da chiarire è rappresentato dalla riforma degli acconti fiscali per i professionisti e la dismissione della ritenuta d’acconto, proposta sostenuta dal Ministero dell’Economia.

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I tempi di approvazione

Ora bisogna capire come procederanno i lavori; il testo del disegno di legge di delega fiscale è in Commissione Finanze alla Camera ed è atteso in Aula il 28 marzo, anche se sembra ormai probabile lo slittamento ad aprile, chiesti anche da forze di maggioranza per arrivare a un orientamento condiviso all’interno del Governo.

Oltre al punto centrale rappresentato dall’estensione della fattura elettronica ai forfettari, per riassumere, tra le novità del testo ci sono la proposta del cashback fiscale al posto di una serie di detrazioni come quelle sanitarie, la novità sulle ritenute d’acconto e quella sulla memorizzazione dei corrispettivi.