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Forfettario in Riforma Fiscale: cosa cambia per la flat tax delle Partite IVA

di Barbara Weisz

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Niente flat tax nella delega fiscale: correttivi al regime forfettario rinviati ai decreti delegati, ipotesi di regime transitorio tra Forfettario e IRPEF.

Fra i grandi assenti nella legge delega di riforma fiscale c’è la flat tax dei forfettari: il testo della norma approvata dal Governo prevede solo l’atteso riordino dell’IRPEF per ridurre gradualmente le aliquote medie effettive e marginali, senza tenere conto né dei regimi sostitutivi né delle detrazioni diverse da quelle per tipo di reddito. Non c’è dunque un’indicazione sull’evoluzione del regime forfetario, anche se un orientamento può essere rappresentato dalla Relazione delle Commissioni parlamentari alla base della delega, punto di riferimento anche per il suo passaggio parlamentare prima e per i decreti delegati poi. Questi ultimi, visto che bisogna riordinare l’IRPEF, dovranno contenere norme precise anche sulla flat tax.

Flat tax: revisione o mantenimento?

Quando la riforma fiscale sarà completa (con i decreti legislativi), si conosceranno le decisioni definitive sulla flat tax, che potrebbe restare in alternativa alla tassazione ordinaria, oppure essere modificata o ancora essere superata.

Per ora l’indicazione su quale di queste strade verrà intrapresa non c’è. La mancanza di riferimenti nella legge delega fai ipotizzare che la tassa piatta resterà invariata. Pur se la volontà di ridurre le variazione eccessiva delle aliquote potrebbe far pensare a una revisione della flat tax.

In questo contesto si inserisce la proposta contenuta nel documento conclusivo sulla riforma fiscale delle Commissioni Finanze di Camera e Senato. Che prevede il mantenimento della flat tax con aliquota unica al 15% per Partite IVA con reddito fino a 65mila euro l’anno ma con il superamento di una criticità: il brusco passaggio dal regime forfettario all’applicazione dell’IRPEF ordinaria allo sforamento della soglia dei 65mila di fatturato, che comporta un forte innalzamento dell’aliquota fiscale applicata, dal 15% previsto per i forfettari al 41% per i redditi fra 55mila e 75mila euro.

La soluzione prospettata nella Relazione delle Commissione parlamentari è quella di introdurre una maggior gradualità: dopo il superamento dei 65mila euro, il contribuente può continuare ad applicare la flat tax per due periodi di imposta, durante i quali l’aliquota sale però al 20%.

Questa gradualità si applicherebbe esclusivamente nel caso in cui l’aumento del fatturato non superi il 10% all’anno. Di tutto questo non c’è traccia nella legge delega, che resta sul vago senza neppure citare il regime forfettario.