Il gap generazionale in azienda non esiste

di Chiara Basciano

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Uno studio svela l’uniformità di intenti dei lavoratori, indipendentemente dalla generazione di appartenenza.

Si parla spesso della necessità di far convivere all’interno della stessa azienda lavoratori di età diverse, per costituire un gruppo eterogeneo, capace di alimentare continui stimoli.

Se avere a disposizione lavoratori di generazioni lontane tra loro può sembrare complicato, in realtà la ricerca condotta da Coleman Parkes per conto di Ricoh dimostra che le differenze non sono così profonde come si potrebbe pensare.

Indipendentemente dall’età, infatti, i lavoratori dimostrano di avere obiettivi e priorità comuni.

In particolare, tutti i lavoratori chiedono alla propria azienda standard etici, in primis la sostenibilità, elemento centrale per il 64% degli intervistati. Anche l’innovazione è un elemento che fa da collante, il 53% ne considera frustrante la mancanza e, nello stesso tempo, il 73% pensa di riuscire a gestirla grazie a capacità tecnologiche spiccate. La volontà di migliorare unisce il 70% dei lavoratori, che chiede una formazione costante per un aumento di competenze, mentre il 65% si riconosce nei valori dell’azienda di cui fa parte, evidenziando una coesione tra individuo e istituzione aziendale.

Fare distinzioni in base alla data di nascita sembra quindi non avere più alcun senso, l’importante è rispettare l’ambiente, le persone e la società in cui opera, come sottolinea David Mills, CEO di Ricoh Europe.

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