Partite IVA: emergono le nuove professioni trainate dal Forfettario

di Redazione PMI.it

14 Novembre 2025 15:47

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Nel terzo trimestre 2025 il commercio segna un forte rallentamento, di contro aumentano giovani e forfettari: i dati dell'Osservatorio MEF.

Il rallentamento c’è ma non racconta un’Italia immobile. Nel terzo trimestre del 2025 le nuove partite IVA aperte sono state 92.808, in calo del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Una flessione che, letta da vicino, assomiglia più a un cambio di passo che a un arretramento: diminuiscono le attività tradizionali ma crescono le professioni qualificate, i servizi alla persona e le iniziative dei più giovani.

Nei dati emerge un mercato dell’autoimpiego che si sta riassestando. Le persone fisiche, che restano l’ossatura delle nuove aperture, aumentano dell’1,6%, sebbene le società di capitali crescano del 4,1%. A frenare sono invece le società di persone, che perdono il 6,1%, e soprattutto gli avviamenti da soggetti non residenti, crollati dell’85,5% (una quota comunque marginale sul totale).

Sud in crescita e Nord in frenata

Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il quadro che emerge alla fine del terzo trimestre del 2025 è chiaro: la geografia del cambiamento nel mondo delle Partite IVA è netta e vede uno scacchiere rivoltato rispetto al passato. Il Mezzogiorno accelera con incrementi rilevanti soprattutto in Molise (+20,5%), Sicilia (+18,2%) e Calabria (+10,1%). Al contrario, grandi motori storici e attuali come la Lombardia (-17,3%), il Lazio (-10,3%) e la Provincia autonoma di Trento (-10,7%) segnano un passo indietro, almeno in questo particolare segmento. Segno che l’imprenditorialità sta cambiando geografia e intensità, almeno nel mondo delle libere professioni.

Le professioni qualificate trainano le aperture

Nella classificazione per settore produttivo, le attività professionali guidano la classifica con il 16,2% delle nuove partite IVA, seguite da commercio (14,2%), sanità e assistenza (10,5%) e costruzioni (9,6%). Le variazioni più significative rispetto al terzo trimestre 2024 riguardano:

  • commercio -34,1%, anche per effetto dell’adozione della nuova classificazione Ateco 2025;
  • sanità e assistenza +19,5%;
  • istruzione e formazione +19,2%;
  • alloggio e ristorazione +12,5%;
  • agricoltura -13,8%.

Aprono partita IVA giovani, senior e stranieri

Tra le persone fisiche, gli under 35 rappresentano oltre la metà delle nuove aperture e crescono del 4% annuo. Aumentano anche gli over 65, segnale di un lavoro autonomo che si prolunga nel tempo. Un quarto dei nuovi avvianti è nato all’estero, quota stabile ma significativa.

Regime forfettario per metà dei nuovi autonomi

Il regime forfettario conferma la sua centralità: nel trimestre lo hanno scelto 46.375 contribuenti, pari a circa la metà di tutte le nuove aperture, con un incremento del 6% rispetto al 2024. Un segnale di appetito verso forme fiscali snelle, prevedibili e con costi di gestione ridotti.

Mercato meno numeroso ma più selettivo

Il dato complessivo che emerge dall’Osservatorio MEF – meno aperture ma più concentrate nei servizi ad alta qualificazione – suggerisce che il 2025 non stia frenando l’imprenditorialità, ma la stia rendendo più consapevole. Meno iniziative improvvisate, più attività legate a competenze professionali e a settori in crescita. Un ecosistema che, pur rallentando nei numeri assoluti, sembra muoversi verso una maggiore qualità.