Quasi quasi mi compro un diamante

di Davide Mura

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In tempi di crisi le pietre preziose possono rappresentare degli interessanti beni-rifugio. Ne parliamo con l'autrice di un libro dedicato all'argomento che dà utili consigli

«Un diamante è per sempre», diceva De Beers. Questo slogan dovrebbe essere preso in considerazione in uno scenario di crisi economica mondiale, in cui decidere cosa fare dei propri risparmi e come investire richiede molta cautela. Se solo l’idea di scegliere prodotti finanziari vi scoraggia (è legittimo, visto quello che è successo), ecco la proposta della giornalista del Corriere della Sera Antonella Baccaro, che con Fabio Cascapera, intermediario del settore, ha pubblicato “Investire in diamanti” (Franco Angeli).

Perché oggi può essere conveniente investire nei diamanti?

Secondo un’analisi effettuata dalla banca d’investimenti Barclays Capital, la domanda e il prezzo dei diamanti si risolleveranno gradualmente dopo il 2009 e non torneranno ai livelli di due anni fa almeno fino al 2012. Si tratta di una condizione che non si verificava dal 1975, quando a causa della crisi petrolifera i prezzi delle gemme crollarono. In questo momento conviene dunque comprare, certi che quando la situazione economica migliorerà i prezzi non potranno che salire, come avevano fatto costantemente finora al ritmo del 7% annuo.

Quali sono gli aspetti da considerare prima di acquistare una pietra preziosa?

La prima regola è chiedersi il perché: investire in questo settore richiede una grande passione per le pietre, visto che per disinvestire ci vuole tempo e molto del vantaggio sta nel godere dell’acquisto fatto. Comprare un gioiello già pronto o pietre sciolte da montare dipenderà solo dai gusti personali. Non si può poi prescindere dal budget a disposizione: per essere veramente protagonisti dell’operazione bisogna avere a disposizione perlomeno 50 mila euro e sapere che per disinvestire è meglio aspettare almeno un paio d’anni.

Esistono dei rischi?

Certamente. C’è il rischio di non scegliere la pietra giusta, cioè che si acquisti una gemma difettosa, sintetica, o addirittura falsa. In giro ci sono molti venditori di fumo. Ecco perché il consiglio è quello di non fare da soli ma affidarsi a una persona del mestiere di cui si abbia massima fiducia. Attenzione poi a non farsi mai mancare un certificato di autenticità della pietra rilasciato dai maggiori istituti di certificazione al mondo.

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