Facebook al servizio del business

di Tullio Matteo Fanti

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Facebook si sforza di diventare sempre più il punto di riferimento per il business delle Pmi ma rischia di divenire con il tempo un sistema isolato, non aperto agli standard.

Le piccole e medie imprese trovano in Facebook un vero punto di riferimento per amplificare il loro business tradizionale. Gli strumenti sociali messi a disposizione da Facebook massimizzano le loro potenzialità grazie all’enorme quantità di utenti; tuttavia, secondo alcuni esperti, la sua architettura “chiusa” potrebbe presto allontanare molte persone dal social network a favore di altre realtà sociali.

Facebook offre alle Pmi la possibilità di avere in poco tempo e con gran facilità uno spazio su Internet già inserito all’interno di una vasta comunità, evitando così alle aziende investimenti in “strategie sociali”. Inoltre, gli strumenti messi a disposizione dal social network permettono alle aziende di interagire sempre più facilmente con i propri clienti e creare campagne di marketing virali.

Obiettivo dichiarato di Sheryl Sandberg, chief operating officer di Facebook, è diventare sempre più un punto di riferimento per il business delle piccole attività: «ogni piccola impresa dovrebbe usare Facebook per il suo business», ha dichiarato Sandberg, «non ci fermeremo fino a quando questo non accadrà».

Tra le nuove iniziative messe in atto per incrementare l’utilizzo dello strumento da parte delle aziende, un bonus del valore di 50$ in crediti pubblicitari rivolto a 200mila piccole aziende, le più restie ad utilizzare Facebook e gli strumenti online in generale. Al momento non si conoscono i dettagli dell’offerta e se sarà limitata solamente al territorio americano.

Ad abbassare i toni entusiastici arrivano però le ultime dichiarazioni al Guardian di Vint Cerf, il Chief Internet Evangelist di Google: «l’architettura “chiusa” di Facebook significa che l’azienda di Mark Zuckerberg non riuscirà a tenersi al passo con il desiderio emergente della gente, ossia quello della flessibilità degli standard aperti».

Facebook sarebbe quindi una sorta di walled garden (lett. “giardino recintato”) che per quanto ricco e promettente finisce per tenere i propri utenti sconnessi dal resto del web. In un prossimo futuro quindi, secondo Cerf, «le grandi “capacità di connettere le persone all’interno del giardino recintato” saranno presto sopraffatte dal volere comune di interconnettersi con altri network, altri siti, altre realtà comunque non-Facebook». Ma è questo, ovviamente, un punto di vista proveniente da Mountain View, primo rivale dell’emergente impero incentrato sul social networking.

FONTI: NinjaMarketing, The New York Times

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