Google, nuove policy contro la contraffazione

di Giacomo Dotta

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Google tende la mano ai grandi marchi della moda, dei farmaci e degli accessori per offrire una nuova collaborazione nella lotta alla contraffazione.

Google apre un nuovo fronte nella lotta alla contraffazione. Tendendo la mano ai grandi gruppi della moda e della produzione farmaceutica, il gruppo ha annunciato infatti una nuova policy di intervento con cui si tenta di mettere AdWords e AdSense al servizio di coloro i quali intendono tutelare il proprio brand dalle possibili minacce identificate nella distribuzione online di merce contraffatta.

Qualunque utente o azienda potrà pertanto d’ora in poi segnalare quelli che ritiene degli abusi, chiedendo a Google di intervenire con la soppressione dei relativi account. Google verificherà ogni singola situazione con appositi algoritmi e, nel caso in cui l’irregolarità venga effettivamente riscontrata sulla base di una serie di indizi, gli account saranno soppressi previa segnalazione della cosa ai diretti responsabili, il tutto con tanto di motivazione specifica.

«Internet rende enormemente più semplice avviare una nuova attività imprenditoriale e raggiungere un pubblico eccezionalmente vasto. Purtroppo, però, c ‘ è chi abusa dei servizi online per cercare di proporre prodotti contraffatti. Ovviamente non si tratta di un problema che colpisce solamente il mondo online, ma con il crescere di Internet sono aumentati di conseguenza anche i tentativi di pubblicizzare e vendere merce contraffatta tramite questo canale». Google crede che una lotta reale alla contraffazione possa essere portata avanti soltanto sulla base di una fattiva collaborazione con le aziende, le quali hanno tutti gli strumenti necessari per poter verificare eventuali annunci trovati online per chiedere quindi a Google le necessarie verifiche. Google per contro risponde promettendo massima solerzia di intervento ed un apposito Help Center di ascolto e notifica.

«Ovviamente, non ci limitiamo solo a rispondere alle richieste di rimozione avanzate dai titolari dei marchi. Utilizziamo, ad esempio, i loro feedback per perfezionare sempre più i nostri strumenti automatici, che analizzano migliaia di segnali in ciascun passaggio del processo pubblicitario e sono mirati a cercare di evitare che gli annunci che violano i termini e le
condizioni vengano proprio pubblicati». Con l’introduzione della nuova policy Google si schieda dalla parte delle aziende e degli utenti. Alle prime evita una concorrenza illecita sui propri canali pubblicitari (ed evita altresì di doversi difendere in tribunale dalle accuse di collaborazionismo nei confronti dei pirati della contraffazione); ai secondi si evita di incorrere in truffe legate all’acquisto di merce fasulla e scadente.

Le aziende avranno dunque ora una nuova arma con cui tutelare il proprio brand ed i propri prodotti, il tutto a vantaggio del mercato di qualità. Per la contraffazione è invece questo un duro colpo perché, una volta negato il viale principale della pubblicità su Google, ai falsari non resta che la strada per incontrare l’utenza di massa a cui proporre i propri “affari”.