Pmi confuse sull’advertising online

di Tullio Matteo Fanti

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L'advertising online offre notevoli opportunità di crescita per le Pmi, occorre però saperle sfruttare al meglio. In un mondo digitale in continua evoluzione è bene affidarsi ai consigli degli esperti

Una ricerca effettuata da Sensis, la società che pubblica in Australia le Pagine Gialle, mette in luce le difficoltà da parte delle Pmi nell’ottimizzare la spesa relativa alla pubblicità online. In molti casi risulta infatti difficile capire come raggiungere al meglio il proprio target di riferimento e, soprattutto, come valutare i risultato ottenuti dalle proprie campagne. A questo scopo occorrere l’appoggio di un team esperto.

Ben il 69% delle 1800 Pmi interessate dalla ricerca appare incapace di misurare con efficacia il ritorno dei propri investimenti per quanto riguarda l’advertising online. Solo una attività su 10 (13,2%) appare in grado di prevedere con chiarezza il ritorno dei propri investimenti, indirizzando così al meglio le proprie campagne.

Il 79% delle Pmi non possiede chiare linee guida da seguire in tale settore; da ciò ne deriva un senso di confusione diffuso in merito all’efficacia degli annunci pubblicitari online e una certa difficoltà a raggiungere al meglio e con successo i proprio potenziali clienti.

«Prendere le giuste decisioni in merito a dove inserire i propri annunci e trovare la propria clientela richiede una visione chiara dei diversi elementi che compongono l’advertising», commenta il CEO di Sensis Gerry Sutton, «ed è per questo che diventa così importante misurare ed analizzare il ritorno dei propri investimenti».

Solo il 4% delle Pmi utilizza veri esperti, in grado di intraprendere le giuste scelte in merito alla strategia da utilizzare in ambito pubblicitario; un 30% non utilizza strumenti di analisi o tracking per indirizzare i propri annunci ma si limita ad analizzare le informazioni rilasciate dai propri utenti.

«Il mondo dei media digitali si sta evolvendo molto velocemente e non sorprende quindi che molte Pmi siano confuse», aggiunge Sutton. «Poter contare sulla figura di un professionista diventa quindi un elemento critico per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal mezzo». Non tutte le Pmi possono però permetterselo e la cosa, in assenza di adeguata formazione, genera un senso di indecisione che non fa che allontanare troppe aziende dalle ghiotte opportunità che la Rete sa offrire.

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