Google punta sul Behavioral Advertising

di Alessandro Vinciarelli

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Una nuova funzionalità di Google permetterà di visualizzare le inserzioni pubblicitarie che più si avvicinano agli interessi degli utenti. La correlazione si basa sulla cronologia di navigazione e altre informazioni fornite dai navigatori

Pubblicità mirata, ovvero Behavioral Advertising: è l’ultima frontiera dell’ADV online e mira ad orientare i “consigli per gli acquisti” degli utenti sulla base di loro reali gusti, abitudini e interessi.

Ed è anche il nuovo focus di Google, che nel corso del 2009 scommetterà su una nuova funzionalità volta a scandagliare gli interessi degli utenti e correlerà i messaggi promozionali in funzione della cronologia di navigazione e di altre informazioni fornite esplicitamente.

In questa nuova ottica, si entrerà quindi nella sfera dell’advertising mirato volto a una migliore gestione delle campagne pubblicitarie, e alla valorizzazione del potere informativo dei messaggi.

Da una parte gli utenti avranno a disposizione informazioni più utili per realizzare le proprie scelte, mentre dall’altra le aziende beneficeranno di un più rapido ritorno di investimenti.

L’associazione tra navigatori e preferenze avverrà sulla base di siti visitati, grazie alla memorizzazione di cookie, o attraverso una esplicita dichiarazione, ottenuta grazie ad appositi siti, blog o sondaggi.

Ovviamente la notizia ha suscitato reazioni diametralmente opposte. Si contrappongono infatti le correnti di pensiero che considerano la nuova funzionalità una possibilità in più per utenti e aziende, mentre altri vedono solo crescere l’ingerenza di Google sulle scelte dei navigatori e sulle informazioni personali.

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