Advertising online: le Good Practice IAB

di Noemi Ricci

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Saranno attivi da settembre i nuovi standard di autoregolamentazione rilasciati dallo IAB britannico: dei "Good Practice Principles" per inserzionisti web supportate anche da AOL, Google, Microsoft e Yahoo!

In tempo di crisi, cogliere le opportunità del Web è d’obbligo: in particolare, il must semnbra essere diventata la pubblicità online, una realtà di business verso cui sempre più Pmi si stanno ormai affacciando.

Proprio per coloro che si occupano di web advertising, l’Interactive Advertising Bureau (IAB) , divisone Gran Bretagna, ha stilato un Codice di condotta, o meglio dei Good Practice Principles che sintetizzano principi pratici utili a tutto tondo – dalla privacy alle ads comportamentali – che andrebbero seguiti nel rispetto dei consumatori.

Di fatto, una prassi che si sta consolidando negli ultimi tempi è ilcosiddetto “Behavioural Advertising“, che consente agli inserzionisti di offrire pubblicità pertinente agli utenti, sulla base delle abitudini di navigazione, che riceveranno quindi soltanto pubblicità di proprio interesse.

Una recente ricerca IAB ha infatti riscontrato che l’85% di consumatori preferisce accedere gratuitamente ai contenuti online accetando la pubblicità presente sui siti web, piuttosto che pagare per non averla.
Il 50%, inoltre, preferirebbe ricevere pubblicità mirata alle proprie esigenze, mentre solo il 9% non la desidera affatto.

L’obiettivo di IAB è quindi quello di promuovere tra gli inserzionisti una maggiore trasparenza verso i consumatori, dando loro la possibilità di scelta di fronte al Behavioural Advertising, mediante la modalità di opt-out.

I nuovi Standard di auto-regolamentazione rilascitati dallo IAB UK si rivolgono in primo luogo al mercato inglese dell’Advertising Online, dove saranno attivi da settembre e saranno supportati anche da da Google, Microsoft Advertising e Yahoo! SARL, oltre che da AudienceScience NebuAd, Phorm, Platform A, Specific Media e Wunderloop.

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