Marketing: il futuro è nel Social computing?

di Noemi Ricci

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Recenti studi confermano la crescente diffusione del social computing e la sua influenza sulle strategie di marketing, modificando il rapporto tra imprese e clienti

Uno dei fenomeni più rilevanti fra quelli che si sono accompagnati allo sviluppo di Internet negli ultimi anni è il cosiddetto social computing, che sembra diffondersi sempre di più non solo come momento aggregativo ma anche come un’opportunità economica per le aziende.

Le nuove tecnologie semplificano e velocizzano le comunicazioni tra consumatori che, scambiandosi opinioni sui prodotti, si influenzano reciprocamente sugli acquisti: siamo nell’era del buzz marketing, del passaparola telematico, ecc.

Le imprese hanno quindi iniziato a guardare ai social network con lo scopo di riuscire a cogliere tempestivamente le tendenze del pubblico, per interpretarne al meglio le esigenze.

Le reti sociali sono diventate così un terreno di esplorazione per la comunicazione delle imprese e per nuove forme espressive di pubblicità, trasformando il rapporto tra imprese e clienti.

Come riportato nella rapporto di MarketLive e estrategyfirst, siti quali MySpace, YouTube e Flickr crescono di giorno in giorno, a dimostrazione di come il “social computing” stia entrando sempre di più nella vita quotidiana. Allo stesso modo, l’attività di peer-to-peer online è ormai diventata un fenomeno globale.

Ogni giorno nascono circa 175000 nuovi blog con 1,6 milioni di post al giorno, come afferma Technorati dopo aver monitorato quasi 113 milioni di blog. Sono poi centinaia di milioni le visite ai video di YouTube e più di 14 milioni le schede caricate su Facebook.

I social network fanno impresa, dunque, in grado di creare nuovi modelli di business fondati sul senso di appartenenza e di comunità degli iscritti. Chi si occupa di marketing non può non tenerne conto, se non vuole rischiare di esser tagliato fuori.

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