Digital strategy, il caso Pokémon GO

di Francesca Vinciarelli

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Pokémon GO potrebbe diventare vetrina per le aziende: come sfruttare la app in realtà aumentata per fini promozionali B2C.

Da giorni non si sente parlare d’altro: dal 15 luglio è disponibile in Italia il download gratuito della nuova App per iPhone e Android relativa al videogioco Pokémon GO (App Store e Google Play). Ma dietro al successo di questa App – e lasciando da parte gli eccessi che ne hanno accompagnato l’utilizzo da parte degli utenti – quale esempio può rappresentare per le PMI e quali opportunità può offrire alle imprese?

Pokémon GO

Il videogioco è realizzato come app in realtà aumentata dagli sviluppatori di Niantic Labs per Nintendo. Senza entrare  nel dettaglio: utilizzando la videocamera dello smartphone e gli algoritmi di localizzazione il gioco visualizza i vari Pokémon da cacciare all’interno del proprio ambiente, sovrapponendo mondo reale e fittizio. Con questa App, Nintendo debutta nel mondo mobile e lo fa con un clamore tale da far guadagnare al titolo in Borsa il 50%, per un fatturato di 150-200 milioni di dollari al mese.

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Digital Strategy

Tornando alle imprese, che c’entra tutto questo con la digital strategy delle PMI? Come possono queste sfruttare l’influenza mediatica di Pokémon GO? Ebbene, utilizzando la realtà aumentata e sfruttando gli ambienti reali che le persone visitano quotidianamente, Pokémon GO si candida a diventare una perfetta vetrina per sponsorizzare attività commerciali come bar, ristoranti, musei, palestre e così via, proponendoli come luoghi “pieni di Pokémon” da “cacciare”.

Per ora, i cosiddetti Poke Stop vengono generati autonomamente dal gioco, ma Nintendo sta già lavorando per stabilire degli accordi con le aziende interessate a “comprare” i Pokémon per metterli a disposizione della  clientela, diventando location sponsorizzate. Altri luoghi ad altissimo potenziale sono poi le Palestre (Gym), luoghi in cui i giocatori si sfidano a squadre con i loro Pokémon per ottenere la supremazia. Anche in questo caso è necessario studiare una strategia di marketing adeguata a convertire i potenziali contatti in vendite.

Nel caso in cui si sia già stati selezionati dal gioco per essere un Poke Stop o una Palestra, e quindi si abbia già la possibilità di sfruttare questa vetrina in modo gratuito, o si abbia intenzione di diventarlo non appena si aprirà la possibilità di diventarlo dietro versamento di un corrispettivo economico, è possibile mettere in atto alcune strategie per aumentare la propria visibilità e attirare nuovi potenziali clienti.

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La cosa più immediata da fare è evidenziare di essere un Poke Stop o una Palestra: basta un semplice cartello all’esterno della propria attività. Interessante la possibilità di organizzare meet up magari abbinandoli a menù tematici o gadget per attrarre il maggior numero di persone. Quindi si potrebbero proporre delle azioni da svolgere in cambio di una ricca “caccia”, ad esempio proporre di fare un acquisto nel proprio esercizio o di condividere sui social la location, magari scattando una foto del locale con un Pokémon sullo sfondo. Da non dimenticare assolutamente, infatti, le potenzialità dei social network: sempre incentivare la condivisione sui social media con l’hashtag del proprio luogo. Utile anche proporre autonomamente sulle proprie pagine fan le foto dei giocatori dei Pokémon o degli oggetti trovati nel proprio Poke Stop o Gym.

Ai Poke Stop viene inoltre offerta la possibilità, a pagamento (un euro circa ogni 30 minuti), di diventare un “centro di cattura”, compilando dei “Moduli Esca” o “Lure” e attivandoli nell’apposito menù. Una volta attivato tutti i Pokémon nei dintorni si avvicineranno al punto d’interesse attirando un gran numero di giocatori.

Database

Le aziende potrebbero inoltre avere accesso all’enorme banca dati di Pokémon GO, da utilizzare a scopi commerciali. Da segnalare un attuale deficit dell’applicazione, o meglio delle informative sulla privacy dell’azienda sviluppatrice Niantic: il gioco garantisce attualmente pieno accesso al profilo Google degli utilizzatori, spesso ricco di informazioni sensibili (email, foto, documenti memorizzati su cloud, etc.). Le informazioni raccolte durante la sessione di gioco possono essere cedute a terzi o facilmente recuperate a causa di un bug interno alla App. Dati che potrebbero, nella migliore delle ipotesi, essere usati dalle imprese ai fini commerciali e, nella peggiore, da hacker e malintenzionati per monitorare gli spostamenti delle possibili vittime. Niantic ha tuttavia recentemente dichiarato di stare lavorando alla riduzione dei permessi di accesso agli account.