Possedere un profilo social aziendale non garantisce, automaticamente, visibilità e nuovi clienti. Per ottenere vantaggi concreti dai social, è necessario affidarsi a un esperto: il social media manager. Anche se, ancora oggi, si pensa a piattaforme quali Facebook, X e TikTok come a strumenti facili da usare, sui quali basta pubblicare qualche post ogni tanto, la realtà è ben diversa. Per padroneggiare adeguatamente i social e per utilizzarli come veri e propri strumenti pubblicitari, è necessario possedere skills e abilità adeguate.
Per questo è importante capire chi è il social media manager, quali sono le sue responsabilità e le competenze che deve avere per applicare una strategia efficace e raggiungere gli obiettivi di business.
Cosa fa davvero un social media manager
Nel 2025, non possiamo più pensare al social media manager come alla figura che si occupa solo di programmare post sui social aziendali e che risponde ai commenti. Questa professione si è infatti evoluta radicalmente: oggi il SMM è anche copywriter, analista di dati, storyteller. In alcuni casi, si occupa anche di produrre foto e video originali da postare.
Il suo compito principale, ovviamente, resta quello di progettare e implementare strategie adatte alla promozione sulle varie piattaforme. Delle strategie che, chiaramente, devono essere in linea con gli obiettivi di marketing dell’azienda o del professionista.
Una volta esaurita la fase della progettazione, il social media manager creerà i contenuti, adattandoli al pubblico target e alla piattaforma di pubblicazione. In questa attività può collaborare con copywriter, video editor e designer.
Dato che i social sono un luogo virtuale di interazione, il pubblico commenterà e invierà messaggi. Il professionista gestisce attivamente queste interazioni, rispondendo e entrando in contatto tempestivamente con i clienti.
Dopo la pubblicazione, infine, il social media manager dovrà analizzare i dati sui contenuti. Il monitoraggio delle metriche, da effettuare con le suite messe a disposizione dalle varie piattaforme, permetterà di individuare i contenuti che hanno performato meglio e quelli che, invece, hanno ottenuto minore successo.
Questi preziosi dati potranno essere sfruttati per le pubblicazioni future.
Le competenze chiave di un social media manager
Come abbiamo avuto modo di vedere, il social media manager ha un ruolo che comprende numerose responsabilità. Per questo, è importante che sia dotato di un set di un set di hard e soft skills necessarie per le molteplici attività che è chiamato a svolgere.
Le hard skills, ovvero le competenze tecniche richieste, spaziano dalla conoscenza delle piattaforme social, alla capacità di creare contenuti, dall’analisi dei dati alla gestione delle campagne pubblicitarie.
Inoltre, deve essere dotato di spiccata creatività per creare post coinvolgenti e originali.
Un SMM deve avere buone doti comunicative, per rispondere adeguatamente al pubblico, ma anche per essere in grado di comunicare correttamente la mission e i punti di forza dell’azienda o del professionista per cui lavora.
A tutto questo si aggiunge la capacità di problem solving e di adattamento ai continui cambiamenti degli algoritmi e delle tendenze.
Quando serve e come sceglierlo
Ma quando serve assoldare un social media manager? In generale, tutte le PMI e ogni professionista hanno bisogno di creare sui social una brand identity coerente e professionale. Di conseguenza, oggi tutte le attività hanno potenzialmente bisogno di un SMM per raggiungere nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti.
Di questa figura possono trarre beneficio soprattutto le attività che lavorano con uno stretto contatto con i clienti, attuali o potenziali: infatti, il marketing sui social media permette di creare una connessione diretta con il pubblico target.
Tuttavia, scegliere il professionista giusto potrebbe a prima vista sembrare difficile. Ogni attività ha infatti le proprie esigenze, sulla base delle quali è necessario scegliere il SMM al quale affidarsi.
Alcune aziende potrebbero avere bisogno di un professionista specializzato nel settore, mentre per altre potrebbe essere fattibile assumere una persona con meno esperienza, per via di budget limitati, purché dimostri proattività e voglia di imparare. L’importante è definire chiaramente gli obiettivi e le aspettative, chiedere un portfolio di lavori precedenti e valutare la compatibilità con la cultura aziendale.
di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera