SISTRI: stop di 10 mesi alle sanzioni

di Noemi Ricci

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SISTRI: emendamento al decreto PA, stop alle sanzioni per gli autotrasportatori di rifiuti pericolosi per 10 mesi.

Il SISTRI è partito ufficialmente da un mese, nonostante le notevoli difficoltà ancora riscontrate dalle imprese e dagli operatori della filiera dei rifiuti pericolosi. Inizialmente il Governo aveva parlato di mano leggera per le sanzioni alle imprese relativamente al SISTRI e ad eventuali errori se ritenuti illeciti colposi e non ripetuti nel tempo. Ora arriva la notizia di una sospensione per 10 mesi delle sanzioni relative al sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi a favore degli autotrasportatori.

Sanzioni SISTRI: stop di 10 mesi

Novità contenuta in un emendamento governativo proposto dai deputati Vignali e Pizzolante al decreto PA, approvato dalla Camera, secondo quanto riferito dal sottosegretario alle Infrastrutture con delega all’autotrasporto, Rocco Girlanda, che ha definito questa decisione «una risposta chiara dell’attenzione del Governo per le esigenze del settore dell’autotrasporto, discusse ed approfondite nei tavoli tecnici che si sono susseguiti». Per ReteImprese Italia, la proroga di 10 mesi nell’applicazione delle sanzioni collegate al SISTRI è molto positiva: «si tratta di un significativo stop a una procedura che sta creando gravi problemi alle imprese». Per ReteImprese il Governo dovrebbe «usare al meglio la proroga per realizzare una sperimentazione concordata e finalizzata alla verifica dell’intero sistema». Da precisare che ancora nulla è definitivo, dopo l’approvazione alla Camera (208 sì, 11 no e 76 gli astenuti), il testo del decreto PA è infatti atteso al Senato.

Un mese di SISTRI

In questo mese di applicazione il SISTRI si è comunque rivelato funzionante: il sistema non è stato quel fallimento che si ipotizzava dovesse essere, non è collassato su sé stesso e viene regolarmente utilizzato da trasportatori ed impianti di trattamento di rifiuti pericolosi. Il SISTRI si conferma però un sistema troppo oneroso e complesso, dai processi troppo pesanti che rallentano l’intera procedura. Il periodo di transizione, che prevede il doppio binario ovvero la doppia tipologia di documentazione, complica ulteriormente le cose e aumenta il rischio di commettere errori.