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SISTRI dal primo ottobre: ecco come e per chi

di Barbara Weisz

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Per aziende e operatori del settore rifiuti, il SISTRI diventa operativo il primo ottobre 2013: regole, dubbi interpretativi, problemi tecnici, sanzioni soft e doppio regime in attesa della conversione in legge del decreto.

Avvio del SISTRI martedì 1 ottobre 2013 per enti e imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che effettuano trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori:

  • gestori di rifiuti pericolosi: nel Registro Imprese (Ateco 38 e 39).
  • intermediari e commercianti di rifiuti pericolosi.
  • trasportatori di rifiuti pericolosi: iscritti al Registro Imprese (codice Ateco 49) o in albo gestori ambientali (categoria 5).

Per queste imprese, la partenza comporta un doppio regime: dovranno usare il SISTRI (USB e Black Box) ma con i produttori iniziali (spesso fornitori o clienti) useranno il sistema cartaceo. Per tutti gli altri il sistema di tracciabilità entra in funzione il 3 marzo 2014 (compresi i professionisti che producono rifiuti pericolosi, come medici e veterinari), anche se i produttori di rifiuti possono comunque aderire al sistema su base volontaria.

Quadro normativo

La disciplina di riferimento è l’articolo 11 del Dl 101/2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 agosto 2013 e in vigore da settembre, ma non ancora convertito in legge. Restano quindi seri dubbi sul futuro del SISTRI vista la crisi di governo: il Parlamento continuerà a lavorare ma nuovi rapporti di forza fra i partiti potrebbero determinare novità in sede di conversione (stesso discorso vale ad esempio per l’IMU…).

Sanzioni

Le richieste delle imprese non sono state accolte, pertanto si rischia di partire senza essere pronti: le difficoltà tecniche (interoperabilità, black box, usb) e applicative (interpetazione normativa sui soggetti chiamati all’adempimento e sulla definizione di rifiuto pericoloso) rendono concreta l’ipotesi di incorrere nelle sanzioni (da 2.600 a 15.000 euro) previste dall’articolo 260 bis della legge 152/2006. Il Decreto SISTRI prevede che le sanzioni dal primo ottobre al 31 marzo 2014 vengano applicate solo in presenza di almeno tre violazioni formali (ad esclusione delle multe per omessa iscrizione, che scatterebbero comunque). Per le aziende del secondo scaglione, che inizieranno a operare con il SISTRI dal prossimo marzo, il periodo cuscinetto dura fino a fine ottobre 2014.

Strumenti

Sul sito SISTRI sono disponibili le norme di riferimento, gli aggiornamenti sulle specifiche di interoperabilità, il manuale operativo aggiornato al 7 agosto 2013 e un breve prospetto sulle operazioni di verifica e allineamento dei dati, dei dispositivi USB e delle Black Box. Come segnalato dalle imprese, mancano però software adeguati per la compatibilità con i vari gestionali delle aziende. In arrivo entro il gong ufficiale,almeno secondo le anticipazioni, anche una circolare omnibus del Ministero dell’Ambiente per chiarire gli ultimi dubbi degli operatori.