Ddl Lavoro e proteste: oggi il presidio nazionale

di Alessandro Vinciarelli

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Continuano le proteste, in particolare della Cgil, contro il Ddl Lavoro: focus sul ricorso all'Arbitrato e sulla clausola compromissoria. Oggi, presidio nazionale davanti alla Camera

Non si placano le proteste contro il Ddl Lavoro, nonostante le recenti modifiche apportate al testo ritornato alla Camera, come richiesto dal capo dello Stato Giorgio Napolitano.

La CGIL continua a considerare la contro-riforma del processo del lavoro una legge sbagliata, che mantiene punti evidenti di incostituzionalità.

Così hanno preso il via i preannunciati presidi di protesta davanti alle prefetture di tutte le città d’Italia, e oggi 28 aprile, giorno dell’avvio del dibattito in Aula, anche il presidio nazionale davanti la Camera dei Deputati.

Tra i punti contestati, la certificazione in deroga ai contratti collettivi nazionali di lavoro, i vincoli al ruolo del giudice del lavoro e la clausola compromissoria, per la quale non basta il rinvio di 30 giorni.

Le manifestazioni indette hanno lo scopo di riaffermare la necessità di modificare il testo, coinvolgere ed informare i lavoratori su quanto stanno decidano in Aula, perchè si uniscano al coro di protesta.