Niente TASI nei Comuni con maggiorazione ma senza detrazioni?

di Barbara Weisz

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Cosa fare nei Comuni che illecitamente applicano la maggiorazione TASI senza detrazioni prima casa o che sforano il tetto massimo IMU a dicembre: dubbi e interpretazioni normative.

Fra le possibilità a cui il contribuente può trovarsi davanti nel pagare la TASI ce ne sono alcune su cui i dubbi interpretativi restano, per delibere non del tutto conformi a regole già complicate. Ad esempio, alcuni Comuni applicano la maggiorazione dello 0,08% sulle seconde case, portando la somma TASI+IMU a 1,14%, ma non senza agevolazioni prima casa Questo in teoria non è consentito dalla legge, che concede la maggiorazione al solo fine di poter poi applicare tali detrazioni (es.: esenzione o sconti in base alla rendita catastale, per soglia di reddito o per composizione familiare).

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Sforamento TASI

La domanda dunque è: cosa fare se il Comune ha commesso questo errore? La risposta non è facile: in primis bisognerebbe sentire l’amministrazione  chiamare il Comune per segnalare la situazione e invitare a consultare l’Agenzia delle Entrate. Comunque, non mancano interpretazioni in base alle quali in questo caso il contribuente può non pagare la TASI, versando quindi solo l’IMU.

Regola generale

La Legge di Stabilità 2014 (comma 677, legge 147/2013) fissa il tetto TASI a 0,25% per prime case, mentre la somma TASI+IMU sugli altri immobili a 1,06%. A queste soglie, in base al decreto Salva Roma (Dl 16/2014) si può aggiungere l’eventuale maggiorazione dello 0,08% (spalmabile su entrambe o applicabile solo su una tipologia di immobile), il cui gettito deve servire a finanziare le agevolazioni sulle prime case.

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Interpretazioni

Alcune interpretazioni fiscali suggeriscono che, se il Comune non rispetta la clausola del gettito (applica la maggiorazione ma non prevede detrazioni), il contribuente può astenersi dal versare l’imposta. Certo, si potrebbe obiettare che l’illecito riguarda solo la quota rlativa alla maggiorazione, dunque si dovrebbe pagare ma soltanto fino alla soglia consentita dalla legge. In questi casi è bene sottolineare che le interpretazioni normative sono utili perché suggeriscono strade possibili, ma vanno verificate: sempre chiamare il Comune, quindi. Anche perché, davanti a una contestazione, il contribuente che ha pagato meno in meno in buona fede si ritrova a sborsare di più per more e interessi legali.

Sforamento IMU

Altro caso dubbio ma simile al precedente: il Comune non ha emesso la delibera TASI in tempo per l’acconto di ottobre facendo slittare il tutto a dicembre, con aliquota standard 0,1% sia per prime case sia per altri immobili, per i quali si somma all’IMU (ecco l’elenco dei comuni senza delibera).  Ma se l’IMU era già al tetto massimo dell’1,04%, con l’ulteriore 0,1% si sfora il limite consentito. Anche qui, l’interpretazione più gettonata vede il contribuente fermarsi al tetto massimo consentito: quindi, pagare solo l’IMU senza applicare la maggiorazione TASI quando questa fa salire la somma oltre la soglia consentita.

Si tratta di punti su cui non ci sono precisazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, che pure è intervenuta su una serie di errori delle amministrazione nell’applicazione della maggiorazione. Sarebbero forse utili spiegazioni precise e tempestive, anche per evitare successivi contenziosi.

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