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European Accessibility Act per imprese del digitale: come adeguarsi

di Sara Stefanovic

Pubblicato 20 Febbraio 2025
Aggiornato 17 Giugno 2025 17:48

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Come migliorare la reputazione e cogliere nuove opportunità nel mercato cogliendo la sfida lanciata dal nuovo European Accessibility Act.

A partire dal 28 giugno 2025, il panorama digitale europeo vivrà una trasformazione interessante grazie all’European Accessibility Act (EAA), una normativa destinata a riscrivere le regole del gioco per tutte le aziende che operano nel digitale. L’obiettivo? Rendere i prodotti e i servizi digitali accessibili a tutti, senza eccezioni.

Se fino ad oggi l’accessibilità era spesso un tema di nicchia, con l’EAA si prepara a diventare una priorità obbligatoria. Non si tratta solo di un passo verso una maggiore inclusività ma di un vero e proprio cambiamento culturale, che richiede alle imprese di adattarsi per evitare sanzioni e, al contempo, migliorare l’esperienza di milioni di utenti.

Ma cosa significa davvero adeguarsi a questa nuova norma? Uno strumento utile di ausilio per le imprese in questa fase di transizione può essere il nuovo White Paper realizzato da Navla, in collaborazione esclusiva con SAPG Legaltech.

Accessibilità digitale: cos’è nella pratica

L’accessibilità digitale è il principio che garantisce a tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità fisiche o cognitive, la possibilità di fruire dei contenuti e dei servizi online. In pratica, significa progettare siti web, app e piattaforme digitali in modo che siano utilizzabili da chiunque, inclusi gli utenti con disabilità.

Ad esempio, un sito web accessibile per chi ha disabilità visive deve essere compatibile con screen reader, che trasformano il testo in parlato, mentre per le persone con disabilità motorie, la navigazione dovrebbe essere possibile senza l’uso del mouse, ma anche tramite tastiera o comandi vocali.

Un altro esempio riguarda i video online, che devono essere corredati di sottotitoli per le persone con difficoltà uditive. Inoltre, i contenuti visivi come le immagini devono includere testi alternativi che li descrivano, in modo che siano comprensibili anche per chi non può vederle. Queste semplici ma fondamentali modifiche non solo migliorano l’esperienza digitale per chi ha disabilità, ma rendono anche i contenuti fruibili per una platea molto più ampia, aumentando l’inclusività e l’usabilità di Internet.

L’accessibilità digitale, quindi, non è solo un beneficio per chi ha disabilità, ma per chiunque incontri difficoltà temporanee o permanenti nell’interazione con la tecnologia. Quest’anno, precisamente ricordatevi il 28 giugno 2025, questa questione diventa ancora più cruciale, perché l’Unione Europea ha fissato un termine per l’adeguamento delle aziende a standard di accessibilità più rigidi. Per sapere come si applica in Italia, si può leggere il Decreto Semplificazioni.

Cosa prevede l’EAA e a chi è rivolto

L’European Accessibility Act (EAA) si inserisce come un intervento normativo fondamentale per rendere i prodotti e i servizi digitali più inclusivi, estendendo l’accessibilità a un ampio spettro di settori. La direttiva europea coinvolge dispositivi tecnologici come computer e smartphone, ma anche servizi digitali cruciali come siti web, app mobili ed e-commerce, fino ai settori chiave dei trasporti e dei servizi bancari.

L’obiettivo è quello di assicurare che questi strumenti rispettino gli standard europei e internazionali di accessibilità, come le WCAG 2 AA e l’EN 301 549.

Questo significa che le aziende dovranno garantire che i loro prodotti siano facilmente fruibili da chiunque, indipendentemente dalle difficoltà fisiche o cognitive.

Un esempio concreto riguarda le piattaforme bancarie online, che dovranno essere navigabili con l’ausilio di screen reader, mentre le applicazioni per l’e-commerce dovranno essere utilizzabili senza l’uso del mouse.

L’EAA si rivolge principalmente a grandi aziende e PMI che operano in questi settori, obbligandole a conformarsi per evitare sanzioni. Le microimprese, invece, sono esentate, ma è comunque raccomandato adottare le best practice di accessibilità per migliorare l’inclusività e la competitività sul mercato.

NB: se una PMI giustifica con prove oggettive la difficoltà di adeguarsi, può richiedere un’esenzione, ma la normativa prevede una valutazione caso per caso.

Cosa succede in caso di inadempienza?

Le sanzioni per le aziende che non si adeguano all’EAA possono essere davvero gravi. Le imprese inadempienti rischiano multe fino al 5% del fatturato annuo, ma non solo: potrebbero anche incorrere in un oscuramento temporaneo dei propri siti e applicazioni, con gravi danni alla visibilità e reputazione online.

Inoltre, la mancata conformità può portare a azioni legali da parte di utenti con disabilità e compromettere contratti commerciali in ambito B2B e B2G, dove la conformità alle normative di accessibilità è ormai un requisito fondamentale.

Come adeguarsi

In questo contesto, è fondamentale per le aziende affrontare il processo di adeguamento con il giusto supporto. Navla, in collaborazione esclusiva con SAPG Legaltech, offre un percorso completo che guida le imprese verso la piena conformità, partendo da un’analisi approfondita delle piattaforme digitali e accompagnandole passo dopo passo con consulenze mirate, formazione e monitoraggio continuo.

La consulenza include anche l’assistenza nella gestione delle esenzioni, nel caso in cui l’adeguamento implichi un onere sproporzionato.

Tutto ciò non solo aiuta a rispettare i requisiti legali, ma permette alle aziende di migliorare la qualità del loro servizio, aumentare la reputazione e cogliere nuove opportunità nel mercato. Potete approfondire la tematica a questo link.