Privacy: sanzioni record per strumenti e piattaforme digitali

di Redazione PMI.it

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Garante Privacy, sanzioni per 13,5 milioni di euro: fra gli interventi, garanzie su fatturazione elettronica e tutele per lavoratori della Gig Economy.

Giro di vite sulle sanzioni privacy in tema di memorizzazione dati dei contribuenti nelle fatture elettroniche e tutele dei lavoratori di call center e piattaforme digitali della Gig Economy (delivery ecc.), per non parlare dei 38 milioni di euro si multe irrogate per telemarketing aggressivo.

Sono alcune delle attività portate a termine dal Garante Privacy e illustrate nella relazione annuale, presentata il 7 luglio.

Garante Privacy: in aumento violazioni e multe

Nel 2021 sono stati adottati 448 provvedimenti collegiali (+56% rispetto all’anno precedente) e l’Autorità ha fornito riscontro a 9.184 reclami e segnalazioni, riguardanti – tra l’altro – il marketing e le reti telematiche, i dati online delle pubbliche amministrazioni, sanità, sicurezza informatica, settore bancario e finanziario e mondo del lavoro. Le sanzioni riscosse sono state pari a circa 13,5 milioni di euro.

Focus sul Telemarketing

In materia di accertamenti, fra i settori coinvolti si segnalano: fatturazione elettronica, fornitori di banche dati, videosorveglianza domestica, banche dati reputazionali, marketing e profilazione, data breach, food delivery.

Sul fronte del telemarketing aggressivo, l’applicazione di sanzioni (38 milioni di euro nel 2021) ha riguardato principalmente l’utilizzo dei dati degli abbonati senza il loro consenso, molto spesso a causa di sotto-fornitori che operano molte volte al limite della legittimità.

Per quanto quanto riguarda l’attività di relazione con il pubblico, si è dato riscontro a oltre 18.700 quesiti, che hanno riguardato, in maniera preponderante, gli adempimenti connessi all’applicazione del Regolamento UE (GDPR), il telemarketing indesiderato, il rapporto di lavoro pubblico e privato, l’attività dei Responsabili del trattamento.

Le sfide future

«La protezione dei dati personali – ha sèiegato il presidente dell’Authority, Pasquale Stanzione – costituisce, sempre più, una componente centrale delle democrazie liberali, allorché garantisce che l’innovazione, l’iniziativa economica, l’attività pubblica in ogni campo non violino, con un indebito sfruttamento dei dati e contraddicendo la stessa natura dello Stato di diritto, la dignità della persona».

l’obiettivo da perseguire è promuovere una vera e propria civiltà digitale, in cui la direzione dell’innovazione sia ancora agita e non subita dall’uomo.

Fisco: più equilibrio tra controlli e privacy

Secondo Stanzione, la delega fiscale dovrà definire il giusto equilibrio tra obiettivo di contrasto alle frodi fiscali e necessaria tutela della riservatezza dei contribuenti. In questo senso, il Garante Privacy ha fornito indicazioni volti a migliorare il trattamento dei dati (aggiornati, non eterogenei per struttura e dimensione, non soggetti a potenziale disallineamento), con il doppio vantaggio di proteggere i cittadini e centrare i profili fiscalmente a rischio. In questo modo, l’interoperabilità potrà semplificare l’efficienza amministrativa senza ledere i diritti dei contribuenti.