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Stop ad AstraZeneca sotto i 60 anni, anche per i richiami

di Barbara Weisz

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Per gli under 60 niente più vaccino Astrazeneca, chi ha già fatto la prima dose riceverà la seconda con Pfizer o Moderna: le nuove regole sulla campagna vaccinale, i dati sul contagio in calo.

Il vaccino AstraZeneca solo a chi ha più di 60 anni. Le persone che non hanno ancora compiuto questa età, e hanno ricevuto la prima dose con AstraZeneca, faranno il richiamo con Pfizer o Moderna. Sono le decisioni del Comitato tecnico scientifico, riunito d’urgenza per prendere nuove decisione sulla campagna vaccinale in seguito a nuovi casi di gravi eventi trombotici, il più grave dei quali ha portato al decesso di una ragazza di 18 anni in Liguria. Il comitato tecnico scientifico si è riunito alle 13 di venerdì 11 giugno, per definire le nuove indicazioni. Indicazioni che il Governo, ha sottolineato il ministero della Salute Roberto Speranza, recepisce «in modo perentorio».

Le nuove indicazioni sono le seguenti:

  • stop alle somministrazioni AstraZeneca a chi ha meno di 60 anni: ricordiamo che c’era già questa indicazione, che però era una forte raccomandazione, non un esplicito divieto. Ormai da tempo gli under 60 ricevono preferibilmente i vaccini Pfizer o Moderna, ma non c’era una specifica esclusione. Ora invece non verranno più effettuate somministrazioni di AstraZeneca agli under 60. In base a quanto dichiarato nel corso della conferenza stampa tenuta dal ministro Roberto Speranza dal coordinatore del Cts, Franco Locatelli, e dal commissario straordinario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, non c’è invece un’analoga decisione su Janssen.
  • Tutti coloro che hanno meno di 60 anni, e hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca, faranno la seconda somministrazione con Pfizer o Moderna (vaccini a mRna). Locatelli ha sottolineato che tutti i dati indicano che i fenomeni trombotici dopo la seconda dose sono straordinariamente rari, non ci sono casi riportati nel Paese. Tuttavia «considerata la disponibilità di piattaforme alternative, e ispirandosi alla massima cautela», ora la seconda dose con lo stesso vaccino verrà effettuata solo sopra i 60 anni. Coloro che hanno meno di 60 anni, «pur in assenza di segnali di allerta preoccupanti rispetto allo sviluppo» di patologie, faranno la vaccinazione eterologa, quindi con un diverso vaccino (Pfizer e Moderna). Ci sono dati con buone evidenze di sicurezza ed efficacia anche per la vaccinazione eterologa, cioè con la seconda dose fatta con un siero diverso.

Sia il ministro Speranza, sia Locatelli, ci hanno tenuto a sottolineare gli importanti risultati raggiunti con la campagna vaccinale, con i riflessi positivi anche sull’andamento del contagio, con il trend che prosegue al ribasso, e sull’ospedalizzazione.

I dati aggiornati sul contagio. L’indice RT resta stabile a 0,68, scende l’incidenza, a 26 casi Covid ogni 100mila abitanti 8erano 32 la scorsa settimana. Restiamo quindi sotto il livello di guardia di 50 casi ogni 100mila abitanti, che consente il tracciamento. Il report segnala comunque la necessità di continuare il monitoraggio e di rispettare le misure di sicurezza: «la prevalente circolazione in Italia della variante B.1.1.7 (nota come variante inglese), e la presenza di altre varianti che possono avere una maggiore trasmissibilità e/o eludere parzialmente la risposta immunitaria, richiede di continuare a monitorare con attenzione la situazione e mantenere cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia».

Figliuolo ha fornito anche dati aggiornati al pomeriggio dell’11 giugno della campagna vaccinale: 40 milioni 700mila somministrazioni, il 49% di italiani raggiunti dalla prima dose, oltre il 91%  degli over 80, l’85% degli over 70, circa il 66% degli over 60.

Sul fronte dei passaggi cromatici, confermata la promozione da lunedì 14 giugno in zona bianca di Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte. Puglia e provincia autonoma di Trento. Queste Regioni si aggiungono ad Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. In base al trend, la prossima settimana, a partire dal 21 giugno, dovrebbero rientrare in zona bianca anche Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Toscana e Provincia di Bolzano. In pratica, dal 21 al 28 giugno resterà gialla solo la Valle d’Aosta, la cui promozione è attesa appunto per il 28 giugno. Ricordiamo che, in ogni caso, dal 21 giugno è abolito in tutta Italia il coprifuoco anche nelle zone gialle.