DEF approvato in CdM: PIL al 4,1%, scostamento da 40 mld per il Sostegni bis

di Redazione PMI.it

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Approvato in CdM il DEF con la stima di scostamento da 40 miliardi per finanziare il decreto Sostegni bis per le imprese: deficit/PIL sotto il 3% dal 2025.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il DEF (Documento di economia e finanza) 2021 che incamera la richiesta al Parlamento per un ulteriore scostamento di Bilancio da 40 miliardi per finanziare il decreto Sostegni bis dedicato alle imprese previsto entro fine aprile. Il provvedimento è particolarmente atteso perché conterrà i nuovi ristori per le attività danneggiate dal Coronavirus, oltre a misure di alleggerimento per coprire i costi fissi delle aziende.

Le risorse aggiuntive a valere sul 2021 (40 miliardi di euro) saranno utilizzate per un nuovo provvedimento di sostegno all’economia e alle imprese, in particolare per sostenere i lavoratori autonomi e le imprese più colpite dalle restrizioni adottate per contenere il contagio. Il prossimo provvedimento, inoltre, destinerà risorse al rafforzamento della resilienza delle aziende più colpite, a misure per garantire la disponibilità di credito e per sostenere la patrimonializzazione delle imprese

Previsioni nel DEF

Nel Documento di Economia e Finanza (DEF), il disavanzo 2021 sale all’11,8% del PIL, ma c’è la previsione di riportarlo al 3% (il parametro previsto dal Patto di Stabilità Ue, sospeso in considerazione dell’emergenza Coronavirus attivando specifica clausola di salvaguardia), entro il 2025. Questo, anche grazie a un piano di investimenti da 30 miliardi, aggiuntivi rispetto alle risorse del Recovery Plan. Uno strumento, quindi, che mira a stimolare la ripresa dell’economia, con il conseguente impatto positivo sul deficit.

Per quanto riguarda la crescita 2021, il PIL tendenziale 2021 è visto al 4,1%, per salire poi al 4,3% nel 2022, al 2,2% nel 2023 e al 2% nel 2024. Nello scenario programmatico, che incamera l’impatto positivo sul pil delle misure di sostegno in arrivo, il PIL 2021 salirebbe del 4,5%, poi al 4,8% nel 2022, al 2,6% nel 2023 e all’1,8% nel 2024. La progressione nei prossimi anni del deficit vede, dopo l’impennata dell’11,8% attesa nel 2021 e dovuta al finanziamento delle misure anti Covid, una discesa relativamente veloce al 5,9% nel 2022, 4,3% nel 2023, 3,4% nel 2024. A partire dal 2025, il rapporto deficit/PIL tornerà a scendere sotto il 3%. Infine il debito, al 159,8% nel 2021 e in costante calo negli anni successivi, al 156,3% nel 2022,  155% nel 2023 e 152,7% nel 2024.

Scostamento di bilancio e Sostegni bis

E veniamo allo scostamento di Bilancio. Dopo la richiesta formale, adesso  sarà il Parlamento a doverlo approvare, solo successivamente il Governo potrà utilizzarne le risorse per approvare il Sostegni bis, ovvero il nuovo Decreto Imprese. L’ipotesi più probabile vede l’approvazione entro la fine di aprile, non si esclude uno slittamento a inizio maggio.

Per quanto riguarda le misure attese, ci sono due ipotesi in campo per il rinnovo potenziato dei nuovi ristori alle imprese.

  • La prima ipotesi vede un meccanismo simile a quello già previsto dal Sostegni, ossia contributi a fondo perduto parametrati alla perdita di fatturato 2020 sul 2019, magari con correzioni sulle aliquote a vantaggio delle imprese più piccole e delle Partite IVA, e soprattutto con una somma raddoppiata (due mensilità e non più una sola). Questa opzione avrebbe il vantaggio di consentire versamenti veloci ma non correggerebbe la distribuzione, criticata dalle imprese che in molti casi, a causa dei parametri, non hanno avuto accesso ai sostegni.
  • La seconda ipotesi vede un meccanismo di acconto e saldo, pensato per garantire comunque velocità ma con un nuovo parametro oltre a quello del fatturato, stavolta legato ai dati di bilancio. L’obiettivo è di selezionare meglio la platea di imprese e attività che effettivamente hanno subito danni per le chiusure e le sospensioni o riduzioni di attività causate dalle misure di emergenza Covid.

=> Ristori nel Decreto Sostegni bis: bilancio e fatturato nel calcolo

C’è poi il capitolo dei costi fissi, che andrebbero ridotti con esenzioni e sconti fiscali su affitti (credito d’imposta) e bollette, oltre a imposte locali come IMU, TOSAP e TARI. Infine, misure per la liquidità delle imprese, con ulteriori proroghe delle moratorie, allungamenti dei tempi di restituzione dei prestiti, rinvio dell’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Risorse per il PNRR

Il Governo ha chiesto anche un extra indebitamento di circa 6 miliardi annui per il periodo 2022-2033, per finanziare spese per investimenti pubblici. In particolare, per definire interventi dedicati agli investimenti complementari al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), centrali per dare impulso alla crescita economica dei prossimi anni.

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