ISA: proroghe fiscali per Partite IVA in zona rossa

di Redazione PMI.it

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Decreto Ristori bis, proroga IRES e IRAP al 30 aprile 2021 per le Partite IVA con attività soggette agli ISA che ricadono in zona rossa, anche per poco.

La proroga fiscale per le Partite IVA si applica a tutte le attività economiche che in base al Dpcm anti-Covid del 3 novembre scorso si trovano in zona rossa, indipendentemente dal fatturato. Il Decreto Ristori bis allarga la platea degli aventi diritto all’agevolazione sulle imposte relative ai redditi d’impresa dei soggetti ISA introdotta dal Decreto Agosto.

Il rinvio della scadenze riguarda la seconda o unica rata dell’acconto IRES e IRAP di fine novembre. Questo termine viene posticipato al 30 aprile 2021. E interessa tutte le Partite IVA che esercitano attività economiche soggette agli ISA con un codice ATECO presente negli allegati del decreto Ristori bis.

Si tratta di soggetti esclusi dal beneficio del Decreto Agosto per mancanza del requisito di fatturato. In base al precedente provvedimento (articolo 98 decreto 104/2020), infatti, avevano diritto alla proroga solo i contribuenti ISA che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi pari ad almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo non è più richiesto per le sole attività si trovano nelle zone rosse in base al Dpcm 3 novembre, il provvedimento sulle restrizioni anti Covid attualmente in vigore.

In pratica, quindi, l’agevolazione fiscale si applica ora a tutte le imprese con i codici ATECO contenuti nel Ristori bis (allegati 1 e 2) in zona rossa. Si attende  il testo del decreto per capire con precisione quali sono le nuove attività ricomprese in questi allegati, rispetto a quelle già indicate dal primo decreto Ristori. Le precedenti sono sicuramente ricomprese, purchè abbiano sede in fascia rossa (attualmente Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria).

=> Contributi Ristori Bis: requisiti per Partite IVA

Per fare alcuni esempi: ristoranti, bar, palestre, discoteche, cinema e teatri. Ma anche tutte le categorie commerciali inserite nei nuovi elenchi, che hanno dovuto chiudere se si trovano in zona rossa (quindi, tutti i negozi, con l’eccezione di alimentari, farmacie e parafarmacie, lavanderie, tabacchi, giornali, parrucchieri e barbieri).

Importante: l’assegnazione delle Regioni nelle varie fasce (gialla, arancione o rossa), è flessibile, riflettendo la diffusione del contagio. Può quindi capitare che una in zona gialla o arancione passi  alla zona rossa. Di contro, chi attualmente è in zonna rossa ma ne dovesse uscire, manterrebbe il diritto all’agevolazione.

In pratica, non è necessario che le restrizioni all’attività si applichino per tutto il periodo previsto dal Dpcm del 3 novembre, quindi fino al prossimo 3 dicembre. L’agevolazione riguarda tutte le Partite IVA che, anche solo per un periodo limitato, vengano posizionate in zona rossa in base al meccanismo sopra descritto.

Nel caso in cui le tasse in questione siano già state versate, non è previsto il rimborso in nessun caso.

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