Reati tributari: ammessa la confisca prima casa

di Redazione PMI.it

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La confisca prima casa del contribuente indebitato con l’Erario è legittima in caso di reati tributari: normative e sentenze di Cassazione.

L’impignorabilità della prima casa vale per l’agente della riscossione, ma il sequestro preventivo di un immobile adibito ad abitazione principale, disposto nell’ambito di un procedimento penale per reati tributari, è legittimo. (cfr.: Corte di Cassazione, sentenza n. 45707/2019).

In caso di dichiarazione fraudolenta (mediante fatture inesistenti e sottrazione al pagamento di imposte), anche se la legge penale (artt. 321 e 322 ter cod. proc. pen. in relazione all’art. 11 del Dgs. 74/2000 e 76 del D.P.R. 602/73) esclude l’espropriazione dell’unico immobile di proprietà del debitore, la confisca dell’immobile è ritenuta giuridicamente corretta.

Il principio dell’impignorabilità della prima casa, ovvero le tutele imposte con il D. L. n. 69/2013, riguardano il solo agente della riscossione e sono limitate a specifiche ipotesi e condizioni, mente non hanno alcun effetto sulla misura cautelare imposta nel processo penale che ha, evidentemente, finalità del tutto diverse.

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Beni con sequestro preventivo

Il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente del profitto corrispondente all’imposta evasa, può dunque essere applicato anche ai beni acquistati dall’indagato in epoca antecedente all’entrata in vigore dell’articolo 1, comma 143, della Legge n. 244/2007 che ha esteso tale misura ai reati tributari, visto che il principio di irretroattività attiene solo al momento di commissione della condotta e non anche al tempo di acquisizione dei beni oggetto del provvedimento.

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