Decreto IMU: gli emendamenti passati in Commissione

di Francesca Vinciarelli

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Via libera al Dl IMU da parte delle Commissioni Finanze e Bilancio della Camera: gli emendamenti approvati, ritirati e respinti.

Le Commissioni Finanze e Bilancio della Camera hanno analizzato gli emendamenti al decreto IMU, dando il via libera al disegno di legge con cui diventerà ufficiale l’abrogazione dell’imposta sugli immobili per prime case ed agricoltura, prima e seconda rata, il rischio è che però per compensare l’IMU di dicembre vengano introdotte nuove tasse. Intanto il testo del decreto IMU passa all’esame dell’Aula alla Camera.

Emendamenti approvati

Tra gli emendamenti presentati in Commissione è stato approvato l’emendamento presentato da Luca Pastorino (Pd) che concede ai Comuni di applicare per il 2013 i Comuni la tassa sui rifiuti urbani praticata nell’anno precedente: una proroga alla TARSU in attesa che la TARES venga meglio definita. Sì delle Commissioni anche all’emendamento presentato da Scelta Civica e da Sinistra, Ecologia e Libertà che prevede la possibilità di accedere a mutui dai tassi agevolati in caso di acquisto di immobili appartenenti alle classi energetiche A, B o C, o sottoposti “ad interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, con priorità per le giovani coppie e le famiglie numerose”. In via di definizione l’intesa con il Governo per riportare, dal 2014, a 400-450 euro la detraibilità delle polizze vita e infortuni la cui diminuzione (230 euro dal 2014) era stata definita con lo scopo di finanziarie i costi del decreto legge su IMU e CIG.

Emendamenti respinti

Respinto invece l’emendamento del Pdl che avrebbe concesso alle cooperative una deroga alle norme urbanistiche, permettendo loro di abbattere e ricostruire gli edifici, ampliandoli del 20%.

Emendamenti ritirati

Ritirato invece dal PD l’emendamento che prevedeva una limitazione della platea di esenti IMU agli immobili con rendita catastale inferiore ai 750 euro. Scelta Civica ha ritirato l’emendamento di far pagare un decimo della rata di giugno ai ceti medio-alti (redditi oltre i 55mila), o di introdurre una franchigia di 400 euro imponendo il pagamento solo dell’eventuale quota residua, ma probabilmente riproporrà gli emendamenti in Aula, a meno che il Governo non dia garanzie sulle coperture, e quindi sul fatto che l’abolizione IMU non comporterà l’aumento di altre tasse. «Abbiamo chiesto al Governo precise rassicurazioni sul fatto che l’abrogazione della seconda rata dell’IMU non sia “coperta” con l’innalzamento di altre tasse come le accise sulla benzina; ma il Governo su questo non ci ha dato garanzie, dicendo che il tema verrà affrontato dopo il varo della Legge di Stabilità. Noi saremo ben felici di ritirare i due emendamenti perchè questo significherebbe che ci sono risorse per non chiudere il 2013 in deficit o con nuove tasse», spiega il responsabile economia di Scelta Civica, Enrico Zanetti.

 

 

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