Decreto IMU in Aula senza emendamento prima casa

di Francesca Vinciarelli

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Bufera sull'emendamento del PD al Decreto IMU per riammettere al versamento i proprietari di case con rendita oltre 750 euro: la proposta completa, le motivazioni del ritiro e le modifiche previste.

Braccio di ferro sull’abolizione della tassa sulla prima casa per il 2013: il PD ha ritirato gli emendamenti al Decreto IMU dopo le rassicurazioni dal Governo su una maggiore progressività della futura Service Tax, “con un’ampia componente patrimoniale e  interventi a tutela delle famiglie in affitto”, come riferito dal capogruppo in commissione Finanze, Marco Causi.

Proposta PD

Rispetto al testo del Dl 102/2013, il PD proponeva l’esenzione dalla prima rata IMU 2013 non in base alla classificazione ma alla rendita catastale, chiamando così alla cassa i proprietari di prime case con rendita oltre 750 euro. In questo modo si sarebbe ottenuto un tesoretto da sfruttare per ridurre altre tasse.

Le Commissioni avevano bocciato la proposta per “estraneità di materia”, poiché si destinava parte del nuovo gettito IMU alla riduzione dell’aliquota IVA dal 22% al 21% fino a fine anno. Da qui la modifica dell’emendamento  –  destinando il gettito al fondo affitti 2013 e al rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga – ed il ricorso contro la bocciatura presentato ai due presidenti delle Commissioni. Per Capezzone restava «un emendamento punitivo verso una quota rilevante di contribuenti, senza considerare il problema dei trasferimenti già avvenuti agli enti locali». Per Boccia di una proposta positiva perchè rendeva la tassa progressiva, ma da rimandare al 2014 nel più ampio quadro legislativo della Service Tax.

Iter del Decreto IMU

Le Commissioni hanno intanto bocciato 322 su 454 proposte di modifica presentate Il Decreto IMU deve essere convertito in legge entro fine di ottobre;, con discussione alla Camera il 9 ottobre per poi passare all’esame del Senato. Gli altri emendamenti presentati al decreto IMU:

  • esenzione IMU per prime case in comodato ai familiari;
  • prelievo IRPEF sul 50% dei redditi derivanti da terreni e immobili sfitti;
  • aumento aliquota per immobili di banche e assicurazioni (da 7,6 a 8,6%);
  • deducibilità 50% dell’imposta dai redditi d’impresa e professionali (ritenuto inammissibile dalle Commissioni).