Bonus bebè, ipotesi raddoppio

di Francesca Vinciarelli

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Continua il dibattito politico sul bonus bebè: il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, propone almeno il raddoppio per favorire la crescita demografica, ma è dura l'opposizione.

Il cosiddetto Bonus Bebè torna ad essere nuovamente al centro di interessi e dibattiti politici, accesi dalla proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ne propone almeno il raddoppio. Il dato di fatto è che il 2015 ha rappresentato un monito per l’Italia, ovvero è stato l’anno in cui per la prima volta si è scesi sotto la soglia dei 500 mila nati, di cui il 20% sono figli di coppie immigrate. In particolare il computo si è fermato a 488 mila, mentre nel 2010 erano stati 561 mila.

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Il sotto-soglia, che potrebbe anche essere considerato simbolico in termini numerici, ha convinto il ministro della Salute a proporre e richiedere “interventi choc” per eludere quello che il ministro stesso considera come un “crack demografico”.

Innanzitutto, tra gli interventi choc, quello sul Bonus Bebè che attualmente viene riconosciuto alle famiglie meno abbienti, con un ISEE minore di 25 mila euro annui. In questo caso, attualmente, spettano circa 1000 euro l’anno, che diventano circa 1900 nel caso in cui l’ISEE sia inferiore a 7 mila euro. Con la proposta di Lorenzin si arriverebbe al raddoppio, quindi 160 euro mensili alla prima categoria e 320 alla seconda.

A seguire dovrebbero essere emanate leggi che consentano altre agevolazioni di sostegno alla maternità, compresa una misura dedicata agli asili nido, che ormai rappresentano un servizio indispensabile se si vuole che entrambi i genitori possano continuare a lavorare.

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Dal punto di vista politico, anche se sul tema in generale c’è un sostanziale accordo, non si è certo arrivati ad un parere comune. Per molti, ad esempio, il raddoppio del Bonus Bebè non rappresenterebbe un sufficiente elemento migliorativo e pertanto l’attenzione dovrebbe essere posta su altri strumenti di welfare.

Il parere più duro è stato quello di Maurizio Gasparri che ha appellato la notizia come «l’ennesima sparata di un governo disperato», mentre a favore del ministro si è schierato subito Enrico Costa, ministro per gli Affari regionali con delega alla famiglia, che ha dichiarato che «potenziare e rafforzare il Bonus Bebè rappresenta la direzione giusta e una misura-chiave per riavviare il motore delle nascite in Italia».

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