Congedo maternità, nuova procedura

di Francesca Vinciarelli

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Congedo di maternità e paternità post partum nei casi di parto prematuro: aggiornata la procedura telematica INPS.

Con il Messaggio n. 3131/2016 l’INPS ha aggiornato la procedura telematica per la richiesta di congedo di maternità da parte di lavoratrici e lavoratori dipendenti e iscritti alla Gestione Separata con riferimento a periodi post partum nei casi di parto prematuro. L’aggiornamento dell’applicazione per l’invio telematico delle domande di congedo di maternità e paternità riguarda i casi di parti “fortemente” prematuri, cioè quelli che si verificano prima dei 2 mesi antecedenti alla data presunta del parto (ovvero prima dell’inizio del congedo ordinario ex lett. a dell’art. 16 del citato T.U.). La procedura telematica in oggetto deve essere utilizzata in caso di parto prematuro e di sospensione del congedo in caso di ricovero del bambino.

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L’aggiornamento si è reso necessario per adeguare la procedura a quanto disposto dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo n. 80/ 2015 “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”: la norma prevede che i giorni non goduti prima del parto, in anticipo rispetto alla scadenza presunta, si aggiungano al congedo dopo il parto, anche se la somma dei periodi vada oltre i cinque mesi.

La domanda di maternità deve obbligatoriamente contenere il certificato medico che attesti la data del parto. Tutto questo vale anche per l’eventuale congedo di paternità, nei casi i cui questo venga utilizzato.

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La sospensione del congedo può essere richiesta nel caso in cui il figlio venga ricoverato in una struttura pubblica o privata, rinviando la fruizione di tutto o di parte del congedo obbligatorio a partire dalla data delle dimissioni del bambino, oppure da data antecedente comunicata dalla lavoratrice. Quindi, la sospensione del congedo non può prolungarsi oltre la data di dimissioni del neonato dall’ospedale, mentre può terminare prima, se la madre sceglie questa opzione. L’eventuale ricovero del neonato va attestato con apposita certificazione medica. Tale norma sulla sospensione del congedo di maternità per ricovero del neonato si applica anche ai casi di adozione o affidamento, ma solo per le lavoratrici dipendenti (non anche per le iscritte alla gestione separata).

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