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Modello 730, guida alla compilazione

di Redazione PMI.it

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Guida alla compilazione del Modello 730/2016 per la dichiarazione dei redditi - parte prima: quadri A, B, C e D.

Per la presentazione della dichiarazione dei redditi, dal 2015 molti contribuenti possono presentare il Modello 730 precompilato: si accede online  tramite credenziali dell’Agenzia delle Entrate (leggi come ottenerle), si verificano i dati riportati e le spese da detrarre (dettagliate nell’apposita pagina di riepilogo), si integrano o modificano, si trasmette il modello con un click (ma chi preferisce può rivolgersi a CAF e commercialisti con delega, oppure compilare il modello cartaceo).

=> Dichiarazione precompilata 2016: come si accede

Vediamo le principali novità del 730/2016, composto da frontespizio e 9 quadri.

Nel frontespizio devono essere riportati i dati del contribuente che presenta la dichiarazione e dei familiari a carico (membri della famiglia che nel 2015 hanno posseduto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili).

Quadro A: terreni

Il quadro A riporta i redditi da terreni (dominicale e agrario) in capo al proprietario e al soggetto che svolge attività agricola. La produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali fino a 2.400.000 kWh/anno e fotovoltaiche fino a 260.000 kWh/anno, nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo e di prodotti chimici derivanti da prodotti agricoli provenienti prevalentemente dal fondo effettuate dagli imprenditori agricoli, costituiscono attività connesse ai sensi dell’articolo 2135, terzo comma, del codice civile (produttive di reddito agrario). Nel 2016 i redditi dominicale e agrario subiscono una rivalutazione del 30%, ridotta al 10% nel caso di terreni agricoli o non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

=> Dichiarazione precompilata 2016: modifica e invio modello

Quadro B: fabbricati

Il quadro B riporta i redditi che derivano dal possesso di fabbricati. Poiché dal 2015 non è più dovuta l’IMU,  abitazione principale e relative pertinenze concorrono alla formazione del reddito ai fini IRPEF, ma con deduzione di un importo pari alla rendita catastale.

Per le abitazioni in locazione è possibile scegliere la cedolare secca con imposta del 21% (10% per affitti a canone concordato), che sostituisce IRPEF, addizionali e imposte di registro e bollo.

Una volta esercitata l’opzione, i canoni sono esclusi dal reddito complessivo e non rilevano ai fini della progressività delle imposte.

Fra le novità 2016 c’è l’indicazione del codice identificativo del contratto (17 caratteri, indicato nella ricevuta telematica di registrazione del contratto o sul modello di registrazione del contratto restituito dall’Agenzia) nella sezione II, colonna 7.

Quadro C: lavoro

Nel quadro C vanno indicati i redditi da lavoro dipendente (e assimilati) e da pensione riportando le relative IRPEF e addizionali. I dati sono ricavati dalla Certificazione Unica 2016 rilasciata dal datore di lavoro o ente pensionistico (ex CUD). Si ricorda che ai titolari di reddito di lavoro dipendente e alcuni assimilati è riconosciuto un bonus IRPEF da 960 euro per redditi fino a 24.000 euro: il credito diminuisce con l’aumentare del reddito fino ad azzerarsi al raggiungimento di 26.000 euro di reddito complessivo.

=> Modello 730: le novità sulle compensazioni

Quadro D: altri redditi

Nel quadro D vanno indicati i redditi da capitale, lavoro autonomo non professionale, redditi diversi nonché soggetti a tassazione separata, come quelli percepiti da eredi e legatari dell’avente diritto.