Calcolo Tariffe TARI: cosa cambia per i Comuni

di Redazione PMI.it

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Il MEF rende note le nuove linee guida per la determinazione e il calcolo delle tariffe TARI da parte dei Comuni in base ai fabbisogni standard.

Cambiano le linee guida interpretative per la determinazione delle tariffe TARI da parte de Comuni: il Ministero delle Finanze ha pubblicato un nuovo documento che illustra le nuove direttive a disposizione delle amministrazioni comunali. I Comuni, infatti, devono avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard per la determinazione dei costi inerenti al servizio rifiuti.

Calcolo tariffa TARI

Le linee guida hanno il fine di facilitare la predisposizione dei piani finanziari relativi al quadriennio 2022-2025, tuttavia gli enti locali che hanno già approvato le tariffe TARI potranno intervenire successivamente e nel rispetto del termine di approvazione del bilancio di previsione, in modo tale da tenere conto delle risultanze dei fabbisogni.

Il documento conferma la precedente prassi interpretativa, secondo cui i fabbisogni standard del servizio rifiuti rappresentano un paradigma obbligatorio di confronto per consentire all’ente locale di valutare l’andamento della gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

=> Calcolo TARI parcheggio scoperto

Calcolo fabbisogni standard

Vengono tuttavia fornite nuove indicazioni per il calcolo del fabbisogno standard di ciascun Comune, in linea con le nuove componenti del costo standard per tonnellata approvate dalla Commissione Tecnica per i Fabbisogni Standard (CTFS) e aggiornate in data 30 settembre 2021.

Premettendo che il fabbisogno standard finale di ogni Comune corrisponde al prodotto di due grandezze, vale a dire il costo standard di riferimento per la gestione di una tonnellata di rifiuti e le tonnellate di rifiuti urbani gestite dal servizio, in base alle nuove Linee guida  interpretative per l’applicazione del comma 653 dell’articolo 1 della legge n. 147 del 2013, per ottenerlo è necessario aggiungere i differenziali di costo relativi alle seguenti componenti:

  • la percentuale di raccolta differenziata;
  • la distanza in km fra il comune e gli impianti;
  • il numero e la tipologia degli impianti regionali;
  • la percentuale di rifiuti urbani trattati e smaltiti negli impianti regionali;
  • la forma di gestione del servizio rifiuti;
  • i fattori di contesto del comune;
  • le economie/diseconomie di scala;
  • le modalità di raccolta dei rifiuti urbani, domiciliare o porta a porta;
  • il gruppo omogeneo di appartenenza del Comune.

Cosa comprende la TARI

La TARI può essere considerata anche come una tariffa corrispettiva, per il finanziamento dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Le tariffe sono stabilite con delibera del Consiglio comunale, in conformità al piano finanziario redatto dall’affidatario del servizio di gestione, e approvato dallo stesso Consiglio (o altra autorità competente in materia).

Nel 2019, l’Autorità ARERA ha definito i criteri di calcolo e riconoscimento dei costi e nel 2021 ha approvato il Metodo tariffario per il servizio integrato di gestione dei Rifiuti per il secondo periodo 2022-2025 (Mtr-2), che ha per l’appunto integrato l’uso del fabbisogno standard come benchmark di riferimento per il costo unitario effettivo del servizio.