Negozi: bonus affitto a maglie larghe

di Redazione PMI.it

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Credito d'imposta al 60% per negozi C1 anche con contratto per più immobili o assimilabili alla locazione: chiarimenti sul bonus affitto.

Il credito d’imposta sull’affitto degli esercizi commerciali è utilizzabile anche nel caso di un contratto di concessione di un immobile pubblico, che è assimilabile alla locazione. E si può applicare anche quando il contratto si riferisce a un insieme di immobili, dei quali sono alcuni rientrano nella categoria C1 (negozi): in questo caso, ovviamente, il bonus affitti si calcola solo in relazione agli immobili che ne hanno diritto.

Sono due chiarimenti interpretativi forniti dall’Agenzia delle Entrate tramite due specifici interpelli (318 e 321/2020) sull’agevolazione introdotta dal Cura Italia (articolo 65, comma 1, decreto legge 18/2020), ossia il credito d’imposta al 60% sull’affitto di marzo per immobili in categoria catastale C/1.

Affitto e contratti assimilati

L’Agenzia delle Entrate specifica che ci sono contratti assimilabili alla locazione, ai quali si può quindi applicare il credito d’imposta. Ad esempio il “leasing operativo“, che «ha la medesima funzione economica del contratto di locazione “tipico”». Oppure il godimento di immobili a seguito di un provvedimento amministrativo di concessione di spazio di ente pubblico, cui solitamente accede per convenzione privatistica tra le parti.

Nel caso in oggetto, concessione di Comune, con canone annuo soggetto a rivalutazione ISTAT e indennità al conduttore al momento del rilascio (in ipotesi di rinuncia o recesso). Una fattispecie che, secondo l’interpretazione del Fisco, si può ricondurre al contratto di locazione tipico, avendo la stessa funzione economica, e di conseguenza può fruire del bonus affitti previsto dal Cura Italia in considerazione dell’emergenza Coronavirus.

Questa regola estensiva è contenuta nella circolare 14/2020, che in realtà riguarda un altro credito d’imposta sugli affitti, sempre al 60% e applicabile per i mesi da marzo a giugno su tutti gli immobili non residenziali, previsto dal decreto Rilancio (articolo 28 del decreto 34/2020): «considerata la sostanziale identità delle due agevolazioni», è applicabile anche al bonus negozi e botteghe.

=> Bonus negozi anche su spese di condominio

Contratti plurimi

L’interpello 321/2020 affronta invece il caso di un unico contratto di affitto relativo a una pluralità di immobili con diverse categorie catastali, alcune delle quali negozi. Anche in questo caso, il Fisco consente di applicare il bonus affitti ma esclusivamente in relazione agli immobili censiti nella categoria catastale C/1, determinando la parte di canone a questi riferita in proporzione alla rendita catastale.

In entrambi i casi devono sussistere i requisiti previsti per applicare il bonus affitto. Quindi, il locatario deve essere:

  • titolare di un’attività economica, di vendita di beni e servizi al pubblico, oggetto di sospensione in quanto non rientrante tra quelle identificate come essenziali;
  • intestatario di un contratto di locazione di immobile rientrante nella categoria catastale C/1.

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