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Rottamazione liti pendenti: domanda online

di Barbara Weisz

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Modelli di domanda e istruzioni per aderire alla rottamazione liti pendenti, da presentare entro il 31 maggio: regole, procedure, versamento, aliquote per chi ha vinto in primo o seconda grado.

La pace fiscale consente anche di sanare liti pendenti con il Fisco in ogni grado di giudizio: l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i modelli da compilare per fare domanda di adesione alla definizione agevolata di controversie tributarie entro il prossimo 31 maggio.

Si tratta dell’opzione prevista dall’articolo 6 del decreto 119/2018, in base al quale i contenziosi fiscali possono essere sanati pagando solo il valore della controversia tributaria, oppure applicando uno sconto in caso di vittoria in primo o secondo grado.

Domanda

Il modulo di domanda per la pace fiscale è contenuto nel provvedimento delle Entrate del 18 febbraio 2019. Va presentato un singolo modello per ogni controversia. L’invio si effettua in  via telematica con le proprie credenziali, presso gli uffici delle Entrate o via intermediario. Eccolo il modello, completo di istruzioni:

=> Pace fiscale liti tributarie pendenti: modello di adesione

Per trasmettere la domanda online è necessario accedere alla propria area riservata dei canali Entratel o Fisconline. Nella sezione Servizi per > Richiedere, bisogna utilizzarela funzione “Domanda definizione agevolata controversie tributarie pendenti – art. 6 e art. 7, comma 2 lett. b) e comma 3, Dl n. 119/2018”. Da lì si potrà passare alla compilazione e trasmissione.

Pagamento

Il versamento va effettuato in un’unica soluzione oppure in 20 rate trimestrali. La prima rata scade a fine maggio, le successive a fine agosto, novembre, febbraio e maggio 2020, e così via. Disponibili anche i codici tributo. Ricordiamo che il contribuente gode di sconti nel caso in cui ci siano state sentenze favorevoli. Chiudendo la lite dopo una vittoria in primo grado, si paga il 40%, dopo la vittoria in appello l’aliquota scende al 15%. Le controversie in Cassazione con giudizi sfavorevoli all’Agenzia delle Entrate in primo e secondo grado, si chiudono pagando il 5%.

Liti sanabili

La norma consente di sanare liti già in corso al 24 ottobre 2018. Ci deve essere un atto impositivo (ad esempio avvisi di accertamento, provvedimenti di irrogazione sanzioni e ogni altro atto di imposizione).

Non si possono quindi regolarizzare le controversie aventi ad oggetto unicamente atti di mera liquidazione e riscossione (come gli avvisi di liquidazione, ruoli e cartelle di pagamento).