Scheda carburante: possibile proroga a fine 2018

di Barbara Weisz

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Proroga scheda carburante a fine 2018 con doppio binario e-fattura: pronto un emendamento alla legge di conversione del Decreto Alitalia.

In vista del nuovo obbligo di fattura elettronica per le cessioni di carburanti da autotrazione, si fa largo l’ipotesi di proroga, che consentirebbe l’utilizzo della scheda carburante per tutto il 2018. La richiesta è da tempo sul tavolo ma la novità è un possibile emendamento in materia, da inserire nella legge di conversione del decreto Alitalia, attualmente in commissione al Senato.

 Il termine per la presentazione degli emendamenti è però slittato a data da destinarsi.E comunque non è detto che ci siano i margini per inserire nel decreto la proroga della fattura elettronica per le cessioni di carburanti, trattandosi di tutt’altra materia.

Le associazioni di categoria (Assopetroli, Faib, Fegica, Figisc) temono che l’entrata in vigore possa mandare in tilt gli impianti di benzina, creando code e disagi a ridosso degli esodi estivi. Questo, non per la numerosità delle fatture da emettere quanto dalla scarsa preparazione delle stazioni di servizio.

L’emendamento punterebbe a mantenere una sorta di doppio binario per tutto il 2018, consentendo un doppio regime fino al primo gennaio 2019, così da ammettere ancora la scheda carburante che, altrimenti, dal primo luglio lascerà definitivamente il posto ad altre modalità di pagamento tracciabile.

Il nuovo obbligo è previsto dalla legge di Bilancio 2018 (legge 205/2017), che impone dal primo gennaio 2019 la fatturazione elettronica tra privati, anticipandola a luglio 2018 per i rifornimenti di benzina e gasolio delle Partite IVA. Tutti i dettagli applicativi sono forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 8/2018.

Attenzione: l’emendamento riguarda solo la proroga relativa alle cessioni di carburanti e non all’obbligo di e-fattura per subappaltatori nell’ambito di contratti con la pubblica amministrazione, che quindi partirà come previsto dal primo luglio (completando, di fatto, l’obbligo di fattura elettronica già esistente per i contratti con la PA).