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E-Commerce: aumento IVA 2015 su beni e servizi

di Filippo Vendrame

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Con il nuovo anno entrano in vigore le nuove direttive UE  in materia di commercio elettronico diretto, cioè l’e-commerce di beni non materiali come possono essere le applicazioni e i servizi. La novità principale è semplice e avrà un grande impatto sui consumatori: dal primo gennaio 2015 l’IVA applicata sulla vendita di questi tali beni nel nostro Paese è quella italiana mentre finora era quella del Paese fornitore.

La nuova normativa europea vale esclusivamente per transazioni B2C (da aziende a consumatori finali) e non tra imprese o liberi professionisti.

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La percezione degli aumenti si ha soprattutto su beni costosi mentre per le App, normalmente vendute a prezzi bassi, gli arrotondamenti dovrebbero cancellare gli eventuali aumenti. Le variazioni possono comunque rendere ora più complicato il lavoro degli sviluppatori. Fortunatamente, almeno per quanto riguarda la piattaforma di Google, la gestione IVA differenziata è tutta a carico di Big G.

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Rincari in vista, invece, per servizi più costosi, come dicevamo. A titolo di esempio, il listino prezzi di Skype – prima basato sull’IVA al 15% del Lussemburgo – ora prevede costi aggiornati con l’IVA italiana al 22%, con un rincaro non certo contenuto.

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