Come vincere senza arrivare primi

di Francesco Scaglione

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Strategie per una leadership a tutto campo, dal livello più basso al top management: i passi per diventare un leader di successo tra colleghi, nel team e nei confronti del capo.

Anche senza essere un top manager si può contare molto nella propria organizzazione: basta accettare le sfide che ciò comporta imparando a influenzare superiori, colleghi e subordinati. La leadership è un viaggio che parte da dove si è: quel che riusciamo a realizzare oggi ci qualificherà per una promozione domani. Grandi responsabilità verranno affidate a chi saprà prima gestire con successo quelle piccole.

Leader con i superiori

Per consolidare la leadership verso i superiori, per prima cosa impariamo ad amministrare noi stessi: emozioni, tempo, priorità, energie nel lavoro e nel privato. E poi impariamo ad alleviare il workload del capo: aiutarlo ad avere successo farà di noi un team player, ne guadagneremo in attenzione e gratitudine, entreremo in un giro più prestigioso e la nostra influenza crescerà. Come riuscirci? Lavorando bene, trovando soluzioni ai problemi, dicendo ciò che serve e non ciò che ci si vuole sentir dire; contribuendo con idee e proattività. Ecco i consigli pratici:

  • Essere disposti a far ciò che gli altri non vogliono fare: prendere l’incarico più duro, lavorare dietro le quinte, trattare con le persone difficili; assumersi rischi, ammettere gli errori, fare più di quanto ci si aspetta, essere i primi a rispondere ed aiutare, assumersi le responsabilità.
  • Non gestire ma guidare; pensare a lungo termine, espandere i confini, enfatizzare l’intangibile, affidarsi all’intuito, trasferire potere agli altri quando meritevoli e favorire il cambiamento.
  • Massimizzare la relazione: saper cogliere motivazioni e priorità del capo, farsi coinvolgere dal suo entusiasmo, supportarne la vision, condividerne gli interessi, capirne la personalità, guadagnarsene la fiducia, coglierne le debolezze, risultare graditi anche ai suoi familiari.
  • Non sprecare il suo tempo: investire dieci volte tanto nel tempo che gli chiediamo di dedicarci; non costringerlo a pensare per noi, argomentare concretamenyte senza improvvisare, usare il suo linguaggio, andare dritti al punto, far percepire come positivo l’esito del colloquio.
  • Capire quando farsi avanti: se abbiamo dati utili da fornire, se possiamo aiutarlo a vincere; se sta per esaurirsi il tempo a nostra disposizione, se le nostre responsabilità sono a rischio, se il nostro programma non è conosciuto a sufficienza.
  • Capire quando indietreggiare: se l’atmosfera è negativa, se le nostre richieste sono eccessive.
  • Essere un realizzatore: ottenere risultati anche quando la pressione è alta e le risorse scarse, quando non c’è entusiasmo ed il carico di lavoro è forte, quando il leader è “assente” o il tempo è limitato.
  • Diventare migliori: se il nostro valore aumenta più persone ci seguiranno e maggiore sarà il nostro potenziale futuro. Il segreto del successo di domani sta in cosa impariamo, diciamo e facciamo oggi.

I leader sono indispensabili ad ogni livello: diversamente si perde la visione d’insieme, le decisioni si prendono con difficoltà, i problemi si moltiplicano, i conflitti si estendono, il morale si deteriora, la produttività si riduce. Non a caso, i “bravi” leader scelgono i collaboratori migliori, potenziano i team, ne ascoltano i suggerimenti.

Leader tra i colleghi

Per stabilire una propria leadership tra i colleghi, è importante applicare con loro il ciclo della leadership: imparare a conoscerli, apprezzarli e rispettarli, contribuire a dar loro valore e sostenerli esercitando la propria influenza, per avere successo tramite e assieme a loro. Ecco le strategie pratiche:

  • Bilanciare competizione e teamwork: dare il meglio di sé favorendo un’onesta autovalutazione e creare cameratismo per scongiurare sfide personali; confrontarsi solo nelle occasioni appropriate e capire quando è il momento di smettere.
  • Investire nell’amicizia, fondamento dell’influenza e cornice del successo: ascoltare, trovare interessi comuni, essere disponibili oltre il lavoro, avere humor e dire la verità.
  • Evitare la politica da ufficio: niente pettegolezzi e argomenti insignificanti; guardare un problema da ogni angolazione, non proteggere solo il proprio orticello; dire che si pensa e credere in ciò che si dice.
  • Allargare le conoscenze: andare oltre la mera routine, oltre la cerchia, delle proprie competenze, sicurezze personali, punti di forza e pregiudizi.
  • Investire nelle idee: fare vincere quella migliore, ascoltare quelle di tutti, non farsi influenzare da antipatie, proteggere i più creativi, non prendere come un fatto personale il rifiuto di un’idea.
  • Non pretendere di essere perfetti: ammettere gli errori, chiedere consiglio quando serve, non preoccuparsi troppo di ciò che pensano gli altri, essere pronti a imparare dagli altri, mettere da parte orgoglio e pretenziosità.

Leader verso i subordinati

La leadership è soprattutto contatto con gli altri. Se c’interessiamo delle persone queste si interesseranno di più al lavoro, se ci occupiamo solo di lavoro rischiamo di fallire. Per “sintonizzarci” dobbiamo andare alla loro velocità, esprimere interessamento professionale e personale, notare se veniamo evitati (vuol dire che qualcosa non va).

  • Vedere le potenzialità: elogiando impegno e risultati, concedendo il beneficio del dubbio, valorizzando i talenti nascosti, incoraggiando, riconoscendo, ringraziando.
  • Trattare i membri del team come persone: tenere conto delle aspirazioni individuali, sfruttare gli obiettivi comuni per la crescita individuale
  • Consentire a ognuno di esprimersi: assegnare a ciascuno il giusto ruolo, identificare le competenze, impartire a ciascuno il miglior addestramento possibile.
  • Trasferire al proprio team la visione del top management, collegandola alle sfide poste dagli obiettivi identificati.
  • Premiare i risultati, in pubblico e in privato, anche con riconoscimenti professionali ed economici: apprezzare gli sforzi e premiare i risultati
  • Essere un modello di comportamento nel team: indirizza le decisioni, garantisce produttività, risultati e alimenta la fiducia. Se identità e azioni di un leader convergono, i risultati saranno positivi:
CARATTERISTICA COMPORTAMENTO RISULTATO
Avere carattere Fare ciò che è giusto Credibilità
Sviluppare le relazioni Prendersi cura Senso della comunità
Incoraggiare Credere nelle persone Morale alto
Avere una visione d’insieme Stabilire degli obiettivi Senso della direzione
Sviluppare le conoscenze Apprendere Crescita
Ispirare Motivare Azione
Altruismo Focalizzarsi sugli altri Aiuto reciproco
Sicurezza Prendere decisioni Certezza

I leader a 360° mostrano in sintesi abnegazione e impegno, adattabilità ai cambiamenti, discernimento nel riconoscere i veri problemi, prospettive oltre il tornaconto personale, capacità di comunicare e connettersi ad ogni livello dell’organizzazione, sicurezza in se stessi, risorse e creatività per fare accadere le cose, maturità dinanzi alle necessità del teame; assertività e competenza, affidabilità e disponibilità.